Crimi (M5s): “Abolire Ordine giornalisti? Vedremo dopo loro autoriforma” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 agosto 2018 14:34 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2018 14:34
Vito Crimi abolire Ordine Giornalisti

Crimi (M5s): “Abolire Ordine giornalisti? Vedremo dopo loro autoriforma”

ROMA – “Ha senso ancora che esista l’Ordine dei giornalisti? Ha svolto la funzione che dovrebbe avere?” A parlare è Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play], alla commissione Cultura della Camera, rispondendo a Gabriele Toccafondi (gruppo misto) e Anna Ascani (Pd) nel seguito dell’audizione sulle linee programmatiche del governo in materia di editoria che si sono tenute lunedì 6 agosto.  Agenzia Vista di Alexander Jakhnagiev rilancia il video pubblicato sul sito della Camera.

“Oggi – aggiunge – anziché partire come qualunque altra forza di governo, che dopo aver chiesto per cinque anni l’abolizione dell’Odg arriva, fa un decreto e lo abolisce, ho avuto l’accortezza di incontrare immediatamente i nuovi vertici dell’Ordine, eletti recentemente grazie alla riforma che però ha cambiato solo la governance e non ha riformato, di fatto, il sistema dell’accesso alla professione e di tutti i meccanismi legati alla tutela dei giornalisti, o alle sanzioni per chi viola il codice deontologico”.

Vito Crimi ribadisce poi il concetto con un lungo post su Facebook:

“Non l’avevo detto a nessuno, ma avete scoperto il nostro grande segreto. Dunque confesso: il Movimento 5 Stelle vuole abolire l’ordine dei Giornalisti. Ero certo che le 300.000 persone scese il piazza nel 2008 per invocare l’abolizione dell’Ordine fossero passate inosservate e pensavo che nessuno si fosse accorto, l’anno seguente, della nascita di un Movimento sancita proprio su questo tema così complesso e delicato… speravo poi che nessuno ricordasse i miei primi disegni di legge presentati nel 2013, che prevedevano proprio l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti, e che il dibattito in Aula nel 2014 durante la legge di riforma delle modalità di sostegno all’editoria fosse caduto nel dimenticatoio. Ma ieri, finalmente, il mistero è stato svelato. E dopo 10 anni alcuni ‘giornalisti’ (le virgolette non sono casuali) hanno scoperto che sì, forse potrei avere questa idea in testa. Al di là dell’ironia, sono vent’anni che si dibatte della reale utilità dell’Ordine e non si riesce a trovare unanime consenso neanche tra chi ne sostiene il ruolo”.

Prosegue Crimi: “Come ho tenuto a precisare nell’audizione di ieri nella commissione Cultura della Camera dei Deputati, avrei potuto fare come nel 2013: presentare subito, senza pensarci due volte, una proposta di abolizione dell’Ordine dei giornalisti. Invece, pensate un po’, ho preferito incontrare prima i nuovi vertici dell’Ordine, ascoltarli e accogliere con favore il loro percorso di autoriforma, in attesa di valutarne la proposta”.

Spiega Crimi: “Ho comunicato direttamente al presidente dell’Ordine la mia disponibilità ad aspettare la loro proposta di autoriforma, per comprendere se sarà in grado di rispondere alle tante criticità sollevate sulla necessità che esista un albo dei giornalisti, un organo che possa decidere chi può scrivere notizie e chi no”.

“Addirittura, si parla di ‘minacce’ da parte mia. Ora manca solo che qualcuno scomodi Putin o qualche troll russo su Twitter, e allora il segretissimo piano di abolizione dell’Ordine dei Giornalisti sarà definitivamente svelato.   Vi svelo un altro segreto: dal primo giorno in cui ho ricevuto le deleghe all’Informazione e all’Editoria, il mio ufficio ha visto una raffica di appuntamenti e incontri con i giornalisti, piuttosto che con gli editori. Contrariamente a quanto si possa pensare, non sono barricato in un fortino: anzi, la mia porta è sempre aperta per ascoltare rilievi e preoccupazioni, condividere problemi, cercare soluzioni e camminare insieme verso le necessarie riforme che l’editoria attende da tempo, oramai non più procrastinabili”, sottolinea il sottosegretario.

“(…) Crimi, quello che viene indicato come ‘nemico’ dell’informazione, in realtà è sempre al fianco della libertà di stampa per avviare quelle riforme che non sono mai state realizzate. Crimi, quello che viene indicato come ‘nemico’ dei giornalisti, si batte per riconoscere loro compensi degni e dignità alla professione, per la tutela delle fonti, per la difesa dalle diffamazioni temerarie e tanto altro”, nota ancora Crimi.

Poi conclude: “(…) A chi ancora difende l’attuale Ordine dei Giornalisti, definendolo l’unico presidio a tutela della loro libertà, ricordo solo che l’Ordine esiste dal 1925 e che con l’Ordine vigente ci ritroviamo oppressi dal precariato nel giornalismo e senza alcuna tutela per chi svolge il lavoro di giornalista.  Non servono proclami: difenderò sempre i giornalisti, la libertà di raccontare le notizie e la verità, il diritto ad avere un lavoro dignitosamente retribuito, il riconoscimento delle dovute tutele. Difenderò tutto questo con atti legislativi e provvedimenti concreti. Ma, per favore, non chiedetemi di difendere l’Ordine dei Giornalisti”.

La risposta di Carlo Verna, presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

Carlo Verna, presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, replica così a quando detto del sottosegretario all’editoria Vito Crimi:  “Tutto vero quel che dice il senatore Crimi: ha avuto la cortesia di convocarci e ci siamo parlati della nostra idea di profonda riforma dell’accesso all’Ordine dei giornalisti e della sua posizione abolizionista. Noi non intenderemmo alimentare polemiche, ma semplicemente andare avanti nel nostro cantiere, senza pressioni e condizionamenti di alcun tipo”.

“Dobbiamo far osservare però che l’elezione dell’attuale gruppo dirigente dell’Ordine su un programma riformista e senza bisogno di ‘contratti’ per governare la gestione dell’ente, precede di qualche mese le elezioni politiche; che chi invece un ‘contratto’ ha dovuto stipularlo non vi ha previsto l’abolizione del soggetto chiamato a vigilare sulla correttezza deontologica e sul rispetto della verità a tutela dei cittadini; che è poco gradevole pensare che una proposta sulla quale la categoria sta lavorando e discutendo veda un governo fare a giorni alterni aleggiare la matita rossa e blù”.

“Soprattutto se è lo stesso governo attenzionato in queste ore dagli organismi internazionali che si occupano di libertà di stampa sulla questione fondamentale dell’autonomia del servizio pubblico,in cui una pessima legge rischia di essere finanche superata nell’applicazione in perversa attribuzione all’esecutivo di qualunque scelta, persino in presenza di una previsione di una maggioranza qualificata di garanzia”.

“Nessuno pensi che minacce abolizioniste dell’Ordine possano tacitare i giornalisti”, ha concluso Verna.