Danilo Lupo, giornalista La7 aggredito a Taranto. Dopo Landolfi… VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2018 13:30 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2018 13:36
Danilo Lupo, giornalista de La7 aggredito a Taranto. Dopo Landolfi... VIDEO

Danilo Lupo, giornalista La7 aggredito a Taranto. Dopo Landolfi… VIDEO

TARANTO – Un giornalista de La7, Danilo Lupo, è stato aggredito a Taranto mentre registrava un servizio per la trasmissione In Onda [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Il giornalista stava realizzando un’inchiesta un’inchiesta su una presunta truffa ai danni del Comune quando, denuncia l’Fnsi in una nota, “si è ritrovato inseguito e picchiato da un esercente che avrebbe dichiarato fittiziamente di avere alle proprie dipendenze una ex consigliera comunale, anche lei indagata, la quale così riusciva ad ottenere diarie e rimborsi dal Municipio”. Danilo Lupo qualche mese fa era stato aggredito dall’ex ministro Mario Landolfi.

“Le immagini, trasmesse nel corso della trasmissione, raccontano, inequivocabilmente, quanto accaduto: Lupo porge il microfono e in cambio si becca esplicite minacce di morte prima, e tentativi di aggressione poi nella strada antistante il bar nel quale si è azzardato a fare quello che il diritto di cronaca prevede: rivolgere domande”.

“Federazione nazionale della Stampa e Assostampa Puglia si chiedono – è detto nella nota – fino a quando dovrà continuare questo quotidiano tentativo da parte di tanti cittadini (e finanche di alcuni esponenti delle istituzioni) di ricorrere alle mani, alle minacce o ai bastoni per respingere il sacrosanto diritto di tutti di essere informati su ciò che accade e il sacrosanto diritto dei giornalisti di informarli?”.

“Fnsi e Assostampa ringraziano la Procura di Taranto, che ha avviato un’inchiesta sul caso, e le forze dell’ordine, che hanno raccolto immediatamente la denuncia di Danilo Lupo, al quale va tutta la solidarietà e il sostegno del sindacato. Ancora una volta – è detto ancora – la prova che la “scorta mediatica”, lanciata da Fnsi a favore di tutti i colleghi minacciati fino alla costituzione di parte civile nei processi a carico di chi li minaccia, sia indispensabile per ripristinare le regole fondamentali della democrazia e del diritto”.