Desirée Mariottini, i funerali a Cisterna di Latina: palloncini, fuochi d’artificio e Maneskin VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 ottobre 2018 9:49 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2018 9:49
Desirée Mariottini, i funerali a Cisterna di Latina: palloncini, fuochi d'artificio e Maneskin

Desirée Mariottini, i funerali a Cisterna di Latina: palloncini, fuochi d’artificio e Maneskin

ROMA – Centinaia di palloncini in volo a Cisterna di Latina e fuochi d’artificio davanti alla chiesa del rione San Valentino, quello in cui viveva Desirée Mariottini. Lì, circa un migliaio di persone ha dato il suo addio martedì 30 ottobre, alla sedicenne stuprata e trovata morta la scorsa settimana in un capannone del quartiere San Lorenzo, a Roma. 

Il feretro di Desirée giace in una bara bianca, circondata di rose bianche, nella stessa chiesa dove solo alcuni mesi fa si sono celebrati i funerali di Alessia e Martina Capasso, le sorelline uccise il 28 febbraio dal papà carabiniere. C’erano anche i volti scuri di ira e dolore di chi ha srotolato uno striscione con la scritta “Giustizia per Desiree!!“, con i caratteri cubitali utilizzati dagli ultras. Molti giovani indossavano la stessa frase sulle loro magliette.

“Mi permetto di fare un appello a tutti i responsabili della cosa pubblica – ha detto Don Livio Fabiani nella sua omelia – grandi o piccoli, centrali o periferici: che essi siano a vigilare, a controllare e a intervenire contro ogni forma di violenza senza aspettare che questa violenza esploda e che si ripeta ciò per cui oggi stiamo piangendo. E la nostra preghiera sia anche per questo”.

Sul pulpito, prima della fine delle celebrazioni, sono saliti anche alcuni parenti della sedicenne. “Se dovessi sommare tutti i momenti delle cattiverie che io ho subito rispetto a quello che hai subito tu in poche ore, io ne ho avuto poche. Hanno dovuto stordirti. Ho sentito che hanno detto di te: Lei è morta, meglio te morta che loro in galera. Diglielo tu che è meglio che si pentano, perché la loro galera se la troveranno tutti i giorni”, ha detto in lacrime lo zio Armando.

Per i genitori di Desirée il dolore è stato insopportabile davanti a quella bara bianca. Tante le corone di fiori, tra cui quella della Regione Lazio. E tra le prime file in chiesa, oltre al sindaco di Cisterna e agli rappresentanti degli enti, anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. All’uscita della bara la folla ha lasciato volare palloncini bianchi, viola e rosa, su alcuni dei quali qualcuno ha scritto la propria dedica. Tutti si sono stretti attorno alla madre e al padre, il quale non ha lasciato per un attimo la foto in cornice della figlia che ha tenuto tra le braccia.

Poi i fuochi d’artificio e il rumore che in tanti sperano arrivi oltre le campagne pontine, in quei luoghi dove ora tutti chiedono giustizia. E la musica diffusa da un amplificatore con le note di “Torna a casa” dei Maneskin, dedicata a Desirée. Dopo una settimana a Cisterna è tornato il suo corpo. Senza vita. E tra la rabbia di chi non riesce ad accettarlo.