Di Maio dopo le dimissioni di Siri: “Subito vertice per salario minimo e flat-tax” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 maggio 2019 18:02 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2019 18:03
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Di Maio parla dopo le dimissioni di Siri (foto Ansa)

ROMA  – “Lavorare contemporaneamente a salario mimino e flat tax”. E’ quando ha annunciato il vicepremier Luigi di Maio al termine del Cdm in cui è stata revocato l’incarico al sottosegretario leghista Armando Siri. “E importante convocare un tavolo di governo per lavorare insieme ai due progetti – ha detto – dobbiamo alzare gli stipendi e abbassare le tasse”.  

Di Maio ha proseguito: “Ho detto anche in Cdm che bisogna convocare subito un vertice di governo su salario minimo e flat tax, e chi le propone porta anche le coperture. Il mio obiettivo è non aumentare Iva e abbassare le tasse agli italiani. Lotta all’evasione seria e spending review sono i due obiettivi che ci dovremo dare”.

Sulla questione flat tax, sempre oggi mercoledì 8 maggio c’è stato un intervento di Vincenzo Boccia. Il presidente di Confindustria ha in un certo senso smorzato gli entusiasmi: “Tutto è utile però occorre affrontare il nodo risorse” ha detto boccia a margine di un incontro di Federalimentare. “Se questo significa – ha precisato Boccia – incrementare il deficit del Paese ed entrare in una procedura di infrazione, non fa bene a nessuno”. 

Siri non è più sottosegretario. Conte firma la revoca

Il sottosegretario Siri è indagato dalla procura di Roma per corruzione. Il decreto di revoca è stato adottato dal premier, sentito il Consiglio dei Ministri che ha a lungo dibattuto. 

Dopo gli interventi dei due “avvocati”, il premier Giuseppe Conte e il ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno sono intervenuti diversi ministri del M5S e della Lega, a cominciare dai due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini che ha tentato l’ultima difesa. Il provvedimento è stato poi adottato senza una conta preliminare che avrebbe certificato la spaccatura all’interno della maggioranza. 

Fonte: Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev, Ansa