Enel Futur-e: come riconvertire vecchie centrali termoelettriche per creare ricchezza

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 20 Dicembre 2018 12:25 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2018 19:36
Enel Futur-e: come riconvertire vecchie centrali termoelettriche per creare ricchezza

Enel Futur-e: come riconvertire vecchie centrali termoelettriche per creare ricchezza (Foto BlitzQuotidiano)

MILANO – La sostenibilità arricchisce. L’ambiente ma non solo. Se n’è accorto il mondo della finanza, che ha ormai capito che gli investimenti in questo campo sono meno rischiosi e anticiclici. E lo sa bene un gigante dell’energia come Enel, che con il suo progetto Futur-e fa della sostenibilità un modo per rendere più attraente il Paese nel segno della riconversione. 

Il progetto, presentato mercoledì 19 dicembre al Mudec-Museo delle Culture di Milano, prevede il recupero di 23 centrali termoelettriche costruite anni fa e ormai dismesse. Complici anche i costi, superiori nelle ricostruzioni ex novo rispetto a quelli necessari per la riconversione di vecchie strutture, queste centrali diventano incubatori di novità che ridanno vita a località marginali rispetto alle grandi metropoli, e sono uno dei simboli della transizione energetica che stiamo vivendo a livello globale. 

Partendo dall’idea di recuperare il rapporto con il territorio per coinvolgere la comunità locale sulle nuove destinazioni d’uso dei vecchi impianti, Enel punta a trovare tre miliardi di investimenti da stakeholders italiani e stranieri nei prossimi anni. Le vecchie centrali diventano così insiemi di infrastrutture che potranno essere convertite in hotel, musei, centri commerciali, aziende. 

L’obiettivo è quello di valorizzare e innovare trasformando ispirandosi ai principi dell’economia circolare: usando centrali termoelettriche ormai inutilizzate per produrre si valorizza il territorio, ha spiegato l’ingegner Marco Fragale, responsabile del progetto Futur-e. Del resto, come ha sottolineato il professore dell’Università Bocconi Claudio Zara, il modello lineare non è più sostenibile, né a livello ambientale né a livello economico. Non bisogna essere ecologisti per gradire la sostenibilità: ormai anche la finanza apprezza. Letteralmente.