Fabrizio Corona in ambulanza dopo aggressione nel boschetto dello spaccio: “Mi hanno puntato un coltello” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 dicembre 2018 20:50 | Ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2018 0:53
Fabrizio Corona

Fabrizio Corona aggredito nel boschetto dello spaccio: “Mi hanno puntato un coltello”

MILANO – Fabrizio Corona è stato aggredito nel boschetto della droga di Rogoredo a Milano. Stando a quanto ha riferito ai carabinieri, si trovava lì per fare un servizio televisivo sullo spaccio assieme a una troupe quando è stato riconosciuto da alcune persone che l’hanno picchiato.

Una pattuglia dei carabinieri l’ha trovato intorno alle 22 e 30 agitato e a torso nudo e ha chiamato un’ambulanza per prestargli le cure del caso che, stando a quanto si apprende, avrebbe rifiutato. L’ex re dei paparazzi ha un orario di rientro a casa previsto alle 23 in base alle prescrizioni impartite dal Tribunale della Sorveglianza di Milano nell’ambito dell’affidamento terapeutico a cui è sottoposto e che pochi giorni fa gli è stato confermato dai giudici.

“Stasera mi sono recato nel Bosco della droga di Rogoredo, patria nazionale dello spaccio Italiano dove anche la polizia si rifiuta di entrare”. Con queste parole in un post su Instagram, Fabrizio Corona, descrive la sua disavventura al boschetto di Rogoredo, nota piazza di spaccio. Stando al suo racconto, Corona sarebbe stato aggredito, mentre con una troupe girava un servizio tv con telecamera e microfoni nascosti.

In base alla ricostruzione dei carabinieri (l’indagine è in mano alla compagnia di zona Romana) è stato lo stesso fotografo a richiamare l’attenzione di una pattuglia del Radiomobile che passava dal boschetto raccontando di essere stato aggredito. I militari non avrebbero comunque riscontrato segni di colluttazione, se non qualche graffio, e il 44enne non ha al momento sporto denuncia. I sanitari del 118 giunti sul posto lo hanno medicato senza portarlo in ospedale, perche’ lui stesso avrebbe rifiutato le cure.

Alcuni frequentatori del boschetto, la mattina di oggi, martedì 11 dicembre, raccontano che il fotografo si sarebbe addentrato insieme ad un’altra persona in una zona buia e, una volta scoperto che aveva addosso delle telecamere, sia stato insultato e invitato ad andare via. Corona era in compagnia di altri 5 uomini, operatori della troupe, che risultano illesi. “Mentre le uniche inchieste sono state fatte di giorno da giornalisti accompagnati da polizia di scorta a circondare la zona, io mi sono recato lì da solo con un operatore e un fonico per raccontare il parallelismo della mia tossicodipendenza e quella che colpisce L’Italia e la povera gente che vede uno Stato inerme e una polizia disinteressata” prosegue il fotografo su Instagram.

“Tutto fatto solo per raccontare come ho sempre fatto in modo oggettivo la realtà” aggiunge, dedicando un pensiero al figlio: “Ora in questo momento ringrazio Dio per aver protetto mio figlio Carlos Maria”.

(Video Agenzia Vista di Alexander Jakhnagiev)