Forlì, Salvini parla dal balcone di Mussolini VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 7 maggio 2019 13:20 | Ultimo aggiornamento: 7 maggio 2019 13:35
Forlì, Salvini parla dal balcone di Mussolini VIDEO. Non accadeva dal 1945

Forlì, Salvini parla dal balcone di Mussolini VIDEO. Non accadeva dal 1945. Nella foto il post in cui cita la Boldrini

ROMA – Matteo Salvini ha concluso il suo tour in Emilia-Romagna con un comizio dal balcone del Comune di Forlì. Non si tratta di un balcone qualunque: Mussolini era nato a Predappio, ossia a pochi chilometri da qui, e spesso si affacciava da questo balcone di una città che sentiva come sua (per questo la fece in parte abbattere e ricostruire ndr). Da questo balcone, Mussolini aveva anche assistito all’uccisione dei partigiani e aveva tenuto alcuni interventi.

Il comizio del ministro dell’Interno e leader della Lega è stato l’ultimo al termine del tour in Emilia-Romagna in vista delle elezioni amministrative che si terranno il 26 maggio. A Forlì, venerdì sera, Salvini era arrivato per sostenere il candidato sindaco del centrodestra Gian Luca Zattini, che sfiderà quello del centrosinistra Giorgio Calderoni. La Lega aveva chiesto il salone comunale causa pioggia dove erano entrate circa 300 persone. Sotto, nella piazza adiacente, a seguire il discorso di Salvini trasmesso anche da un maxi schermo allestito in centro c’erano invece 2mila persone secondo fonti della Lega, molti meno secondo la Questura. 

Salvini ha dunque infranto un tabù cittadino: nessuno, infatti, dopo il 45 si era affacciato da quel balcone per tenere un comizio. Dura la reazione del sindaco uscente Davide Drei del Pd: “Usare il balcone del Municipio su piazza Saffi per parlare a una (per la verità scarsa) platea di un comizio sembra scimmiottare le adunate anteguerra del regime. Cosa che per Forlì, che ha nella sua piazza principale un luogo di rispetto e memoria per i partigiani che qui vennero impiccati e per il sacrario alle vittime della guerra, è semplicemente inaccettabile”.

 Salvini, come ormai ci ha abituato, non si è curato delle polemiche e dei contestatori presenti anche a Forlì. Rilanciando la foto del balcone sui social network, il leader leghista ha scritto: “Uno spettacolo! Comizio sotto l’acqua affacciato dal balcone sulla piazza principale di #Forlì! Se lo sa la Boldrini…”.

La ex presidente della Camera, dopo essere stata chiamata in causa ha risposto con un tweet che è stato molto condiviso e apprezzato a suon  di like: “Invece di occuparti di me pensa alla sicurezza delle persone visto che a Napoli si spara per strada e a Viterbo un commerciante è stato ucciso a sprangate. Ti ricordo che sei il Ministro dell’Interno e in queste ore dovresti fare riunioni di lavoro, non comizi in piazza”.  

Quello a cui si è assistito venerdì sera a Forlì, sottolinea ancora il sindaco Drei, “è qualcosa di penoso”, perché “usare la funzione di ministro dell’Interno per usare ogni spazio al di fuori dei regolamenti comunali, confondendo il ruolo istituzionale con quello del segretario di un partito, è un dispetto ai valori costituzionali basilari su cui si fonda l’Italia”. 

Anche il deputato Pd Marco Di Maio ha disapprovato quanto accaduto: “Il linguaggio dei simboli conta spesso più delle parole. Matteo Salvini aveva tutto il diritto di tenere il proprio comizio anche a Forlì, ci mancherebbe. Lo ha fatto, però, sfruttando il suo ruolo di ministro dell’Interno per imporre ciò che non si è mai fatto: parlare al pubblico per un comizio politico usando il terrazzo del Municipio, proprio come si usava nel Ventennio. Un insulto alla storia della città e a quella piazza che vide appesi ai lampioni coloro che combatterono per darci la libertà”.

Daniele Mezzocapo, consigliere comunale e candidato vicesindaco della Lega ha replicato alle accuse: “Nessun partito tranne la Sinistra può utilizzare piazza Saffi per fare un comizio. Se un qualunque partito la utilizza diventa uno sfregio ai partigiani che furono appesi ai lampioni. Questo in sintesi quello che vogliono il sindaco di Forlì Davide Drei e la Cgil che sono intervenuti subito dopo l’arrivo di Matteo Salvini leader della Lega in città, cercando di impietosire l’opinione pubblica con la vicenda dei partigiani morti”. 

Prosegue Mezzocapo: “Una speculazione vergognosa sul grave fatto storico accaduto a Forlì nell’agosto del 1944 che va si a sfregiare la memoria di persone decedute e va a mettere a rischio quella libertà tanto acclamata solo quando fa comodo” risponde agli attacchi di esponenti del Pd. “Molto più semplicemente, viste le condizioni del tempo e il temporale che imperversava sulla città, per salutare tutti gli intervenuti che non hanno potuto assistere al comizio all’interno del salone, Salvini è uscito sul balcone. Se il tempo fosse stato bello, il nostro leader avrebbe parlato tranquillamente dal palco”.

Fonte: Repubblica, Messaggero, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev