Gigi Marulla: VIDEO dei funerali del bomber del Cosenza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 luglio 2015 17:29 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2015 18:11
Gigi Marulla: VIDEO dei funerali del bomber del Cosenza

Gigi Marulla: VIDEO dei funerali del bomber del Cosenza

COSENZA – Guarda il video dei funerali di Gigi Marulla, bomber e bandiera del Cosenza morto improvvisamente a soli 52 anni. Nella clip “Ululano di dolore i lupi”, pubblicata sulla pagina Youtube del Cosenza Calcio, si vedono i tifosi rossoblù stringersi all’attaccante – originario di Stilo in provincia di Reggio Calabria – nell’ultimo commosso abbraccio, con la bara portata sul campo dello stadio San Vito.

Marulla, che era nella sua casa estiva a Cavinia, località sul Tirreno a 60 km a nord di Cosenza, ha avuto un infarto dopo aver bevuto una bibita ghiacciata. Nonostante gli immediati soccorsi e il trasporto immediato nell’ospedale di Cetraro, Marulla è morto mezz’ora dopo essersi sentito male, alle 14 del 19 luglio 2015. Con la maglia del Cosenza aveva giocato 330 partite segnando 91 gol, record nella storia rossoblù.

E lo stadio di Cosenza sarà intitolato proprio a lui, Gigi Marulla. Ad annunciarlo, con una dichiarazione, è stato il sindaco, Mario Occhiuto. “La scomparsa prematura e improvvisa dello storico capitano dei ‘lupi’ negli anni della serie B – ha detto Occhiuto – ha generato uno smarrimento profondo in tutti i cosentini, e non solo. La persona che era, oltre al calciatore, ha saputo lasciare una testimonianza di grandezza umana che, al momento della sua morte, è stata descritta, a ragione, come emblema di un tipo di calcio che non c’è più, carico di valori sportivi e non di mera immagine fine a se stessa. Ci onora che Gigi Marulla venga legato al nome di Cosenza e intendiamo per questo onorarne immediatamente la memoria cominciando dall’intitolargli la sua ‘casa’. Lo stadio ‘San Vito’ diventerà stadio ‘Luigi Marulla’ in modo che il ricordo di ciò che Marulla è stato e che ha rappresentato abbia un luogo indelebile che lo onori come merita”.