Gioco legale, il probizionismo soluzione contro la ludopatia? L’evento a BlitzQuotidiano VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Giugno 2019 12:31 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2019 14:01
Gioco legale, il probizionismo soluzione contro la ludopatia? L'evento a BlitzQuotidiano VIDEO

Gioco legale, il probizionismo soluzione contro la ludopatia? L’evento a BlitzQuotidiano

ROMA – Il proibizionismo nei confronti del gioco legale è la soluzione per contrastare la ludopatia? E’ quello che si sono chiesti gli ospiti dell’incontro organizzato da BlitzQuotidiano, SocialCom Italia e Panni Sporchi mercoledì 12 giugno a Palazzo Mattei a Roma. Tra gli ospiti, Federico Conte, avvocato ed esponente di Liberi e Uguali, Domenico Distante, Presidente Sapar, Salvatore Barbieri, Presidente Ascob, ed Alberto Baldazzi, di Eurispes. Incontro in cui è stata mostrata la video inchiesta realizzata dalla redazione di BlitzQuotidiano (il video si può scaricare a questo link).

Il settore gioco legale rappresenta oltre l’1% del Pil italiano e ogni anno porta oltre 10 miliardi di euro nelle casse erariali grazie alle tasse. Un gettito fiscale molto più che rilevante senza il quale il governo avrebbe difficoltà a finanziare Quota 100 e il Reddito di Cittadinanza, tanto per citare due esempi.

Eppure le manovre proibizionistiche di M5s e Lega, a seguito dell’approvazione del Decreto Legge n.87/2018 meglio conosciuto come “Decreto Dignità”, stanno costando all’erario più di 2 miliardi a cui si aggiungono gli oltre 150mila posti di lavoro a rischio. Non solo. “Sottrarre al campo della legalità dei settori, crea delle ulteriori possibilità per la criminalità organizzata che potrebbe incrementare il giro d’affari trovando spazi lasciati dal circuito legale di gioco”, ha sottolineato il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia Vincenzo Ranieri ai microfoni di BlitzQuotidiano.

Ed è uno dei punti su cui si sono trovati d’accordo i relatori dell’incontro: il fenomeno è complesso, va analizzato e vanno prese decisioni che tengano conto di tutte le sfaccettature. Non basta bollare come positivo o negativo il gioco, né tantomeno applicare un proibizionismo tout court (soluzione che, come la storia insegna, non ha mai pagato in nessun campo).

Gli esponenti del settore hanno lamentato una volta di più la scarsa considerazione che il mondo politico dà attualmente a questo problema. La soluzione non può essere il proibizionismo e non può essere nemmeno la delega alle istituzioni locali: serve una soluzione unitaria e condivisa a livello nazionale, serve analizzare gli effetti che il proibizionismo avrebbe sul piano economico e sociale (minor gettito erariale per lo Stato, meno posti di lavoro e più disoccupazione).

Sempre ai microfoni di Blitz è intervenuto anche un ex giocatore. Vincenzo, questo il suo nome, è riuscito a vincere la propria dipendenza e da ottobre 2016 non gioca più. Le sue parole sul nuovo decreto sono chiare: un ludopatico giocherà comunque, sarà più difficile forse, ma lo farà in ogni caso. Ci sono innumerevoli siti illegali online facilmente raggiungibili.

“Il giocatore si adatta – spiega sempre Vincenzo nella video inchiesta di BlitzQuotidiano – se vuole giocare gioca. Sempre”. Sulla stessa linea Maria Rosaria Nappa, segretario generale Filcams Cgil Salerno, che sostiene: “Nessuno in America ai tempi del proibizionismo ha smesso di bere. Ha smesso di bere legalmente”.