Giuseppe Conte da Mattarella con il nome di Savona: prima di lui Salvini e Di Maio

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 maggio 2018 19:25 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2018 19:29
Giuseppe Conte alle 19 da Mattarella: ultima mediazione su Savona VIDEO

Giuseppe Conte alle 19 da Mattarella: ultima mediazione su Savona VIDEO

ROMA – Giuseppe Conte è salito al Colle, per incontrare il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Alle 19 in punto il premier incaricato ha raggiunto il Quirinale con la lista definitiva dei ministri, che comprende anche Paolo Savona.

Sono ore decisive per Conte la cui dead line per la nascita o meno del suo governo era stata fissata sabato da Salvini e Di Maio, per questa sera. Resta ancora da sciogliere il nodo su Paolo Savona all’Economia, un punto sul quale Conte si è confrontato alla Camera con i responsabili leghisti e grillini.

Nonostante il veto posto dal Capo dello Stato, Conte ha deciso di portare comunque il nome di Savona, senza subordinate, che pure sono state prese in considerazione dai mediatori dei due partiti, come il cosiddetto “spacchettamento” del super-ministero di XX settembre: Savona alle Finanze, un altro al Tesoro. Ipotesi che, in fondo, avrebbe consentito a tutti di salvare la faccia. Scartata però da Salvini. O passa il nome dell’economista euro-scettico o salta tutto.

Lo stesso Savona ha provato a sbloccare l’impasse sul suo nome. In un comunicato affidato a Scenarieconomici.it ha fatto sapere: “Le mie posizioni sono note. Voglio un’Europa diversa, più forte ma più equa”. Un tentativo di smontare le accuse di antieuropeismo, legate alle sue prese di posizione critiche sull’euro e sul ruolo della Germania, fonte di preoccupazione al Quirinale. Savona parla di “polemiche scomposte” maturate nelle ultime ore. E fa riferimento al contratto di governo tra Lega e M5S. Con la richiesta all’Unione Europea di una “piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo”.

Al di là delle ultime difficoltà incontrate, la speranza di Conte è di poter presentare la sua squadra di governo, prima della riapertura dei mercati. Intanto Matteo Salvini si fa sentire in pressing via Twitter: “Buona domenica Amici. Chi si ferma è perduto, io fino all’ultimo non mi arrendo!”. E pubblica una sua foto davanti la carlinga di un aereo Alitalia.

Una domenica, in chiave di futuro governo, piena di incognite, dunque. E su cui pesano, e non poco, gli ultimatum dei leader di Lega e M5S. “O si chiude questa partita del Governo entro le prossime 24 ore o non si chiude più”, ha infatti sentenziato sabato sera da Terni il capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio, non nascondendo impazienza e irritazione per una partita che ai supplementari e rigori sembra aggiungere l’opzione del lancio della monetina.

Stessi toni e stessa volontà di mettere un punto definitivo all’intera vicenda da parte del capo del Carroccio: “O si parte o per noi basta”, ha tagliato corto Salvini rendendosi indisponibile ad ulteriori ed estenuanti trattative: “Mi rifiuto”, ha detto da Martinengo (Bg) ricordando che “i mutui non aspettano, la benzina non aspetta, gli sbarchi nemmeno”. E aggiungendo di non essere nato “per tirare a campare”.

Ma le urne a settembre, è noto, sono l’ultimo dei pensieri del Quirinale preoccupato di non avere un governo nella pienezza dei suoi poteri e, dunque, in grado di produrre una manovra che – oltre ad evitare un inedito esercizio provvisorio dello Stato – possa sterilizzare l’aumento dell’Iva. Senza dimenticare le scadenze europee che vedono l’Italia attesa al varco dagli altri partner nient’affatto comprensivi nei nostri confronti.

A 83 giorni dal voto l’unica certezza resta quella del conseguimento del record negativo di una gestazione per la formazione del governo mai così lunga nella storia della Repubblica. E che, almeno tra i commentatori politici, torna a far affacciare sullo scenario la possibilità – in caso di fallimento da parte di Conte – di un governo del Presidente.

Il video Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev