Giuseppe Conte risponde a Verhofstadt: “Non sono un burattino di Salvini e Di Maio” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2019 16:44 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2019 16:44
giuseppe conte strasburgo

Giuseppe Conte risponde a Verhofstadt: “Non sono un burattino di Salvini e Di Maio”

STRASBURGO – Giuseppe Conte parla alla plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo. Il leader dei liberali Guy Verhofstadt lo attacca dicendogli di essere un “burattino di Salvini e Di Maio”. Il premier italiano non ci sta e replica: “Io burattino non lo sono. Interpreto e sono orgoglioso di rappresentare un intero popolo e di interpretare la voglia di cambiamento del popolo italiano e di sintetizzare una linea politica di un governo che non risponde alle lobby. Forse i burattini sono coloro che rispondono a lobby e comitati d’affari”.

Il video di quanto accaduto è visibile in fondo all’articolo ed ha provocato un’onda di indignazione. A difendere Conte scende in campo il leader della Lega Matteo Salvini: “Che alcuni burocrati europei, complici del disastro di questi anni, si permettano di insultare il presidente del consiglio, il governo ed il popolo italiano è davvero vergognoso. Le élite europee contro le scelte dei popoli. Preparate gli scatoloni, il 26 maggio i cittadini finalmente manderanno a casa questa gente”. Poi, a Montecitorio, Salvini ha aggiunto: “Dopo il 26 maggio tutti questi signori cambieranno mestiere”. “Nell’Aula di Strasburgo bifolchi e buzzurri hanno insultato un Paese, alla faccia dei liberal…”

Anche dall’opposizione arriva un messaggio di solidarietà con Conte. A scriverlo è l’ex ministro Carlo Calenda in alcuni tweet comparsi nella mattinata di oggi, mercoledì 13 febbraio: “Non accetto attacchi alla dignità del mio paese. Conte o non Conte. Perché l’Italia merita rispetto indipendentemente da chi la rappresenta pro tempore. E noi italiani dobbiamo ricordarcelo”. “A me che qualcuno dia del burattino in una sede istituzionale internazionale al Presidente del Consiglio del mio paese mi fa notevolmente incazzare. Comunque la si pensi”, risponde l’ex ministro alla deputata Pd Alessia Morani.

Su Verhofstadt, Calenda dice “lo conosco e non discuto le sue buone intenzioni o il suo amore per l’Italia. Ma ha sbagliato. Punto. Poteva dire le stesse cose senza offendere il Presidente del Consiglio di un paese fondatore”.

Diversi i tweet polemici in risposta a Calenda, accusato di essere troppo buono con Conte. “Difesa dell’ortodossia, del galateo “nei rapporti internazionali”. Ma, caro Calenda, “Roma brucia”!, scrive un utente. “La si pensa semplicemente che se devi indicare uno che faceva tutt’altro e che è stato pescato e costruito apposta per rappresentare sulla scena scelte fatte da altri, la lingua ha parole adeguate e chiare – scrive il giornalista Luca Sofri – Ti stai incazzando coi fatti e con la loro definizione più esatta”. E a un certo punto Calenda si congeda: “Bene adesso dopo aver difeso il Presidente del Consiglio (il che mi ha provocato una discreta gastrite), vado a lavorare per dare il mio contributo alla sua defenestrazione”. 

Video Agenzia Vista di Alexander Jakhnagiev