Governo Conte Bis: trattative e incontri di notte a Palazzo Chigi VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2019 11:50 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2019 11:50
Governo Conte Bis: trattative e incontri di notte tra il 3 e il 4 settembre a Palazzo Chigi VIDEO

Governo Conte Bis: trattative e incontri di notte a Palazzo Chigi

ROMA – Trattativa notturna per la formazione del governo Conte bis. Luci accese, in piena notte (tra il 3 e il 4 settembre), a Palazzo Chigi (dove è l’attuale premier) e al Nazareno (sede del Pd); segno di una trattativa che va a oltranza, superando di gran lunga la mezzanotte e coinvolgendo pontieri e leader di partito, oltre a Giuseppe Conte.

L’obiettivo, per Conte, restava quello di sciogliere la riserva entro la mattinata anche se, alle 9 il premier incaricato ha avuto una nuova riunione con la delegazione di Leu. Intanto, non si escludono, in nottata, contatti anche tra i leader del Pd e del M5S, Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio, che dopo aver lasciato in tarda serata Palazzo Chigi torna, poco dopo, nella sede del governo con Vincenzo Spadafora, uno dei tessitori della trattativa con il Pd.

Governo Conte Bis: il totoministri.

Il primo nodo da sciogliere resta quello del sottosegretario alla presidenza al Consiglio. Conte è determinato ad indicare un uomo di sua stretta fiducia (Roberto Chieppa, tra i profili in pole) ma sarebbe in corso un braccio di ferro con il M5S, che vorrebbe un “suo” uomo a Palazzo Chigi: in pole ci sarebbe Riccardo Fraccaro, seguito a poca distanza da Spadafora. Al Mef, invece, salgono le quotazioni dell’unico politico Pd rimasto in lizza, l’eurodeputato Roberto Gualtieri, presidente della commissione Bilancio a Strasburgo. 

Tra i tecnici in ambienti Pd vengono citati Giuseppe Pisauro e Salvatore Rossi. Un tecnico sarebbe diretto al Viminale (Luciana Lamorgese o Franco Gabrielli) mentre il “destino” dei due capi delegazione ha dei contorni più definiti: per Di Maio si prospetta il ministero degli Esteri mentre Dario Franceschini dovrebbe andare alla Difesa o alla Cultura. I ministeri in bilico sono però diversi. Il Mise, innanzitutto, dove il Pd puntano su Paola De Micheli mentre tra il M5S si fa il nome di Laura Castelli e Stefano Patuanelli, inizialmente in pole per le Infrastrutture. Se il Mise andasse al M5S il Mit sarebbe del Pd e sarebbe guidato da De Micheli. 

Ballottaggio anche all’Istruzione, tra Gianni Cuperlo (Pd) e Nicola Morra (M5S). In sospeso anche l’Ambiente, tra Sergio Costa (che sarebbe tra i confermati) e Rossella Muroni, in quota Leu. Conteso ancora sembra essere il ministero del Lavoro: in pole, nel Pd, il nome di Giuseppe Provenzano. Alla Giustizia Alfonso Bonafede va verso la conferma. Tra i possibili outsider dell’ultimo minuto si citano la sindacalista Cgil Serena Sorrentino e l’imprenditrice (nel settore dei sacchetti biodegradabili) Catia Bastioli. 

E si tratta anche all’interno dei partiti. Ai renziani sarebbero stati proposti tre ministeri per Anna Ascani, Lorenzo Guerini e Teresa Bellanova ma Matteo Renzi starebbe insistendo su Ettore Rosato. E nel M5S cresce il pressing degli ortodossi: difficile che non guadagnino un ministero, magari rinfoltendo la compagine femminile dell’esecutivo giallo-rosso. 

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.