Grecia, sentenza salva-Ert. “Annullata chiusura tv pubblica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2013 21:33 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2013 17:57
Grecia, sentenza salva-Ert. "Annullata chiusura tv pubblica"

Grecia, sentenza salva-Ert. “Annullata chiusura tv pubblica”

ATENE – La giustizia greca salva la Ert, il corrispettivo ellenico della nostra Rai. La chiusura della tv pubblica Ert, decisa nei giorni scorsi dal governo di Atene suscitando non poche polemiche, è stata annullata. Lo scrive l’agenzia France Presse.

Il Consiglio di Stato, la più alta giurisdizione greca, ha annullato ”temporaneamente” la decisione di chiudere l’emittente, disponendone la riapertura in attesa che si costituisca un nuovo soggetto radiotelevisivo pubblico.

Il Consiglio di Stato – dicono fonti giudiziarie citate dall’Afp – chiede quindi ai ministri competenti di rimandare in onda il segnale del servizio pubblico ”temporaneamente”. All’Alta Corte contro la chiusura si era rivolto il sindacato di Ert.

Lo stesso premier conservatore, Antonis Samaras, nelle scorse ore aveva proposto una riapertura “momentanea”, al termine di un vertice straordinario con i partner di coalizione, i socialisti del Pasok e la sinistra democratica Dimar.  

I due alleati di governo avevano bocciato la decisione fin dalle prime ore, dall’annuncio affrettato di spegnere il segnale televisivo allo scoccare della mezzanotte dell’11 giugno. La decisione aveva fatto vacillare il governo di larghe intese ad appena un anno dal suo insediamento.

La gestione provvisoria proposta dal governo prevede che il servizio pubblico riparta sotto la direzione di una commissione a tre, composta dai rappresentanti dei tre partiti che compongono la coalizione di governo (il conservatore Nea Dimokratia, il socialista Pasok e la sinistra democratica), che avra’ l’incarico di individuare i nomi dei giornalisti che condurranno l’emittente in questa fase transitoria, assistiti, ha spiegato una fonte della Afp da consiglieri stranieri, fra cui alcuni della Bbc.

Costretto a un parziale dietrofront, il governo di larghe intese greco paga le conseguenze di quella che appare a tutti gli effetti una decisione affrettata, dettata dalla necessità di consegnare ai rappresentanti della troika (Fondo Monetario Internazionale, Unione europea e Banca centrale europea) la lista dei primi 2.000 dipendenti statali da licenziare. Una decisione che, oltre alle proteste, ha provocato un grave danno all’immagine internazionale di Atene e l’immediata reazione di coloro che sarebbero anche pronti a sostenere una riforma profonda della televisione pubblica ma non in forma così drastica.

Forte dei risultati degli ultimi sondaggi che, in caso di un ricorso anticipato alle urne, danno la vittoria al suo partito, Samaras aveva sinora respinto la richiesta degli alleati di ritirare il decreto legge sulla chiusura della Ert e procedere alla ristrutturazione dell’ente lasciandolo in attivita’. Parlando al congresso dell’organizzazione giovanile di Nea Dimokratia, il premier ha concesso una piccola apertura proponendo una ripresa parziale delle attività della Ert e ipotizzando la nomina di una commissione incaricata di richiamare al lavoro un piccolo numero di dipendenti per far ripartire “immediatamente” i programmi d’informazione.

Inoltre il premier può contare sul fatto che i suoi alleati non sono in grado di tirare troppo la corda (anche se dicono di non aver paura delle elezioni) in quanto, sempre secondo i sondaggi, le preferenze dei greci a loro favore sono pericolosamente ferme vicino alla soglia del 3%, la soglia minima che permette l’ingresso in Parlamento.

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