Ilva, Lezzi contro Salvini: “Capitano dei miei stivali”. Lui manda bacini e ironizza: “E’ un genio, non l’avevo capito” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2019 10:28 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2019 10:38
Lezzi contro Salvini al Senato

Lezzi contro Salvini al Senato

ROMA – Ex-Ilva, scontro al Senato tra Barbara Lezzi e Salvini. La senatrice M5s parla dei decessi avvenuti in questi anni a Taranto per via dell?Ilva. “Far finta che un morto di 35 anni e la sua famiglia non abbiano lo stesso diritto alla giustizia di tutti gli italiani. Questo vuol dire prima gli italiani, prima i tarantini e prima i pugliesi. Altro che le menzogne del ‘Capitano dei miei stivali’ che dice a me di aver annullato i comizi. Lui che a Taranto non ci è andato, andasse a Taranto” conclude la Lezzi.

Salvini replica mandando bacini all’ex ministra del Sud. Poi dice “è un genio ma non l’ho capito”. Il Senato ha intanto respinto la richiesta della Lega di informativa immediata del presidente del Consiglio Conte sul caso Ilva. Nel corso della seduta momenti altri di tensione con le proteste dei senatori del Carroccio. 

La Lezzi intanto ha parlato della vicenda anche in un’intervista all’Agi. L’esponente M5s blinda il no allo scudo penale per ArcelorMittal. Non si torna indietro, per la Lezzi, anche perché “non serve”. E, quanto a possibili ripensamenti, viste anche le fibrillazioni in maggioranza, la replica è: “io ho una sola parola”. 

Che cosa replica a chi la accusa in questi giorni di essere la causa della situazione in cui versa lo stabilimento siderurgico di Taranto dal quale vuole sfilarsi la Arcelor Mittal, dato che è la prima firmataria dell’emendamento con il quale è stata tolta l’immunità a chi gestisce l’ex Ilva?

“Tutti i miei colleghi di Senato e Camera erano d’accordo. Ho avuto solo il privilegio di mettere per prima la mia firma. Inoltre, evidentemente, la multinazionale indiana, sta bluffando. Lo scudo penale non è nel contratto e non serve. Ci sono già l’articolo 51 del codice penale e la 231”.

Ricordo che in Senato quando si discuteva dell’argomento a più voci veniva detto che se fosse rimasta l’immunità nessun senatore pugliese, o comunque nessuno dei diciotto senatori che hanno chiesto di abrogarla, avrebbero votato il dl Imprese e nemmeno la fiducia, ove posta, al Governo. Sull’ex Ilva sarebbe disposta anche a fare cadere il governo?

“Io sono disposta nella misura in cui si parla della tutela della salute di un intero territorio che coinvolge migliaia di cittadini. Ma credo che non serva affatto perché tutta la maggioranza è disposta a cercare una soluzione che coniughi l’industria e la vita delle persone”. Gli stessi fautori di un ritorno dell’immunità “ammettono che non serve e che Mittal comunque se ne andrebbe da Taranto. Non diamo uno schiaffo ala dignità dei tarantini. Io terro’ ferma la mia posizione e invito tutti gli altri a prendersi le proprie responsabilità”.

Che cosa si aspetta dall’incontro fra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i rappresentanti della multinazionale che si svolgerà nelle prossime ore?

“Il presidente Conte difese fortemente quel provvedimento. È un giurista, sa bene che l’immunità non è prevista dal contratto e sono sicura che difenderà l’interesse dei cittadini”.

Bisognerebbe rendere di proprietà pubblica l’ex Ilva?

“Non credo sia necessario. Ci vuole, però, un intervento pubblico per riqualificare l’area. Ci vuole l’impresa, ma anche lo Stato per mettere mano a tutto quello che non è stato fatto in 60 anni. E se il polo, come è, ha rilevanza europea, bisogna trovare soluzioni anche a livello Ue”.

C’è chi la accusa di cavalcare la vicenda perché vuole candidarsi in Puglia.

“È escluso che io mi candidi”.

Fonte: Agi, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev