Isabella Viola, l’intervista al marito: “Prendeva 55 euro al giorno” (video)

Pubblicato il 6 Dicembre 2012 9:56 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2012 13:50

Isabella Viola, l’intervista al marito: “Prendeva 55 euro al giorno” (video)

ROMA – “Cinquantacinque euro al giorno“. Ecco quanto prendeva Isabella Viola, la donna di 34 anni morta in metro a Roma, vittima della fatica e di un malore al cuore. “Andava a lavoro nonostante stesse male altrimenti non la pagavano”. Così il marito Alessandro Rossi, in un’intervista a Il Messaggero parla di Isabella Viola, la ‘Principessa di Torvaianica’

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“Giocava un po’ con i bimbi, poi crollava e andava a letto. Isabella lavorava sette giorni su sette, solo la domenica poteva andare via un po’ prima dal bar e non la pagavano se restava a casa perché stava male: nessun rimborso, non poteva usufruire della malattia perché non aveva un contratto”.

Lavorava sempre, anche quella maledetta domenica 18 novembre: “Tranquillo amore, ce la faccio, ci vediamo dopo”. La morte di Isabella Viola ha commosso la capitale e l’Italia. E’ lo stesso marito Alessandro a mostrare le centinaia di e-mail arrivate. Un intero quartiere  si è mosso per la famiglia: l’edicola in via Nocera Umbra ha organizzato una colletta, sono stati raccolti circa 4mila euro, 2mila già spesi per i funerali. 

“Grazie per l’affetto – prosegue Alessandro – la sera, prima di cenare, leggo quelle belle parole che ricevo ai miei figli”. Isabella Viola amava alla follia i suoi figli, Alessandra, 4 anni, Davide 6, Francesco 9 e Manuele.

“Sono padre di 3 bimbi e posso immaginare l’incredibile tragedia e il dolore della famiglia di Isabella, vivo in Canada e vorrei contribuire alla colletta”. Questa è solo una delle tante mail arrivate.

Alessandro ha attivato un conto corrente presso Banco Posta: IT32W0760103200001009910611 intestato ad Alessandro Rossi.

Intanto è già stata presentata – come riporta Il Messaggero – una denuncia contro il il gestore del bar. “Stava male, non doveva lavorare – spiega Alessandro – Ogni giorno affrontava un viaggio di oltre due ore e spesso il pullman non si fermava a Torvaianiaca perché troppo pieno. Ma Isabella faceva di tutto pur di lavorare”