Isotta Bellomunno in bara a remi nel Golfo di Napoli (video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 settembre 2013 17:49 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2013 17:53
Isotta Bellomunno in bara a remi nel Golfo di Napoli

Isotta Bellomunno in bara a remi nel Golfo di Napoli

NAPOLI – Una misteriosa bar(c)a a remi fluttuava sabato nel Golfo di Napoli. Attenzione però: il soggetto è una bara, senza la c, ovvero una cassa da morto e non una barca, che navigava in mare aperto come fosse una canoa. A bordo una donna che, salpata dalla Rotonda Diaz per raggiungere Castel dell’Ovo, ha percorso la sua traversata in religioso silenzio, lasciando tutti a bocca aperta. La provocazione è stata lanciata dall’artista Isotta Bellomunno, che ha anche affisso per la città 150 necrologi/teasers, che recitano: “E il naufragar non m’è dolce in questo mare”.

La sua è stata una “prova”, un rito di passaggio, attraverso il quale esorcizzare il tabù della morte interpretandolo come percorso di vita. La bar(c)a è espressione del potere di capovolgimento dei significati sociali, etici ed emotivi, capace di trasportarci sino all’emblematico castello di tufo in mezzo al mare, non a caso “tomba” della sirena Partenope. La giovane artista ha voluto tagliare il pezzo di mare antistante via Caracciolo a bordo di una bar(c)a per esorcizzare i demoni di una città che stenta a “guarire”.

Isotta Bellomunno è una scultrice napoletana di 26 anni, diplomata in scultura all’Accademia delle Belle Arti di Brera, che ha già all’attivo diverse performance come “not all that rises is bread”, svoltasi lo scorso agosto nella sala del Capitolo del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore. L’artista dimostra da sempre un grande interesse per il tema della morte che rappresenta un elemento fondamentale nelle sue creazioni artistiche.