Judith Sargentini, eurodeputata anti-Orban commossa per sanzioni Ungheria VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2018 14:00 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2018 14:00
Judith Sargentini

Judith Sargentini (foto Ansa)

STRASBURGO – La commozione dell’eurodeputata olandese dei Verdi Judith Sargentini, l’autrice del rapporto di condanna al Governo di Orban approvato nelle scorse ore dal Parlamento Ue. La Sargentini, 44 anni e origini toscane da parte di padre, si è commossa quando il Parlamento Europeo ha approvato il suo lavoro, dando il via alla procedura prevista all’Art 7 del trattato di Lisbona, che prevede la possibilità di togliere il diritto di voto al Paese guidato da Viktor Orban.

“Non credo che questo o qualunque altro voto o discorso farà cambiare idea all’Ungheria, invertendo il corso delle sue politiche, altrimenti il Governo avrebbe già risposto alle infrazioni aperte dalla Commissione. Ma questo voto non era indirizzato all’Ungheria, bensì agli altri 27 Paesi dell’Ue” ha detto a margine della votazione l’esponente dei Verdi.

La deputata ha espresso apprezzamento per il tedesco Manfred Weber, che “è stato molto responsabile come Spitzenkandidat, dichiarando che avrebbe votato a favore del rapporto”. Ma non entra nel merito delle discussioni all’interno della famiglia del Ppe, dove ora si apre il dilemma tra tenere Orban o cacciarlo: “Lascio a loro decidere che formazione vogliono avere”.

Per quanto riguarda l’attivazione della procedura articolo 7, sulla quale si è espresso il Parlamento, Sargentini non si esprime visto che “non c’è una scadenza” precisa e che ora la palla passa ai capi di Stato. Poi spiega che in Ungheria la situazione è addirittura peggiorata: “L’Ungheria ha imbavagliato i media indipendenti, limitato il settore accademico, ha sostituito i giudici indipendenti con giudici più vicini al regime, ha reso la vita difficile alle ong. Nulla è migliorato da quando questa relazione è stata votata a giugno, anzi”.

“Dal 2010 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione e stati membri ad agire, ma non hanno fatto nulla e ciò ci delude molto. Noi tutti abbiamo il compito di tutelare i cittadini europei per farli vivere nei valori della solidarietà, della parità tra uomini e donne, giustizia, come dice l’articolo 2”, ha aggiunto. L’eurodeputata, prima del voto aveva spronato l’emiciclo: “Si deve agire ed è giunto il momento di operare una scelta importante”.

Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev