Vito Crimi ha un lapsus: dimentica il significato della quinta stella del M5s VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Gennaio 2020 11:16 | Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2020 12:09
vito crimi ansa

M5s, Vito Crimi (nella foto Ansa) ha un lapsus: dimentica la quinta stella del Movimento

ROMA – Vito Crimi ha un lapsus: parla della crisi che sta attraversando il Movimento 5 Stelle e si dimentica di elencare la quinta stella. “Dobbiamo tornare ai valori originari del Movimento 5 Stelle” esordisce il capo politico del movimento fondato da Grillo. Crimi inizia a elencare il significato delle stelle del nome del Movimento e poi si ferma: “Acqua pubblica, ambiente, connettività, trasporti e…”. Qualche secondo di silenzio di tomba e poi ecco arrivare l’illuminazione: “Innovazione!”.

Crimi, al di là del lapsus, ha provato ad analizzare la sconfitta ammettendo che “il voto delle regionali ha sempre visto il Movimento raccogliere risultati inferiori rispetto alle tornate nazionali, ma va riconosciuto che in Calabria ed Emilia Romagna i risultati sono stati inferiori alle aspettative. Questo però non ci induce ad arrenderci: semmai è vero il contrario. Abbiamo già avviato il lavoro di organizzazione che ci consentirà un maggiore coordinamento” ha aggiunto Crimi, sostenendo che sarà necessario “restare uniti, non lasciarsi irretire da facili sirene”.

Quello che appare chiaro è che il Movimento 5 Stelle è uscito a pezzi dalle Regionali. E da qui agli Stati generali è cominciato lo scontro tra chi persegue la linea della “terza via” e chi, soprattutto dopo l’ennesimo flop elettorale, vede oramai come inevitabile l’abbraccio al Pd. Il premier Giuseppe Conte è per una strategia “giallo-rosa”, quello di un campo largo contro le destre.

Si tratta di una strategia che Conte, non a caso, infarcisce di temi “cari” al Movimento, come lo sviluppo sostenibile, la svolta green, la digitalizzazione. Per ora, dai vertici arriva un netto no alla linea Conte. Vito Crimi, il nuovo capo politico del M5S post-Di Maio traccia infatti una linea non dissimile da quella del ministro degli Esteri: il Movimento deve correre da solo, partendo dalle origini, ovvero dal fallimento del bipolarismo. Altri “big”, però, si muovono in direzione opposta. E’ noto che, da tempo, Beppe Grillo persegue la strategia dell’avvicinamento al Pd. E’ una strategia che, in molti parlamentari e in qualche ministro, trova dei decisi fautori. E, pur nel suo silenzio, la linea probabilmente non dispiace neppure a Roberto Fico.

Dall’altro lato della trincea c’è invece chi vuole un Movimento “terzo” rispetto a sinistra e destra, chi crede, con fermezza, che aderire ad un campo del centro-sinistra significherebbe estinguersi. Lo pensava Di Maio, lo pensa Alessandro Di Battista, lo mettono nero su bianco sui social “big” come Ignazio Corrao, Stefano Buffagni, Laura Castelli. E’ la posizione delle origini, quella che ideò Gianroberto Casaleggio e che il figlio Davide di certo non disdegna. E’ tutta qui la battaglia che si consumerà da qui a marzo.  

Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev