Mafia nigeriana, smantellato clan tra Emilia e Piemonte VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Luglio 2019 14:21 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2019 14:21
clan mafia nigeriana smantellata tra emilia e piemonte

Il clan di nigeriani smantellato dalla polizia di Torino e Bologna (foto ANSA)

TORINO – Un clan di nigeriani che si spartiva una grossa fetta del mercato della droga e della prostituzione, in Piemonte e in Emilia Romagna, è stato smantellato dalla polizia di Torino e Bologna durante due operazioni in corso dalle prime ore di questa mattina, 18 luglio. In manette sono finiti anche i capi del cult Maphite, accusati di decidere le nuove iniziazioni, di gestire la prostituzione, nonché di mantenere i rapporti con le altre organizzazioni criminali e di gestire lo spaccio di droga nelle piazze cittadine.

Trovata la “Bibbia” del clan

Il codice della mafia nigeriana era la ‘Green Bible’. Un vero e proprio manuale di istruzioni per gli affiliati, nel quale, per esempio, il piano di riciclaggio di denaro nei Paesi di origine era indicato come ‘Mario Monti’. Lo hanno scoperto gli agenti della polizia municipale di Torino nel corso dell’indagine coordinata dalla Dda di Bologna e sfociata in alcune decine di fermi.

Grazie alla ‘Bibbia Verde’, contenuta in un pacco inviato dalla Nigeria all’Italia e intercettato nel capoluogo piemontese, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la struttura del clan Maphite, le regole, le cariche e le investiture, i riti di iniziazione, le punizioni. “Ogni operazione criminale – spiegano alla polizia municipale – aveva un nome in codice. Il ‘Mario Monti’ era uno di questi.

L’inchiesta svolta dalla squadra mobile e dagli agenti della polizia municipale di Torino, a cui appartiene la Squadra Antitratta della Procura, ha portato a una quarantina di fermi, di cui 14 a Torino.

Per rappresentare il potere sul territorio ed essere riconosciuti dai loro connazionali, gli affiliati del cult nigeriano Maphite indossavano baschi o abiti con il colore verde. “Si tratta – spiega Marco Martino, dirigente della Squadra mobile di Torino – di comunicazione non verbale diretta ad altri rappresentanti della comunità nigeriana che riconoscendo quei simboli e qui colori sapeva esattamente con chi hai a che fare”.

Il cult era diviso, sul territorio piemontese, nella Famiglia Latina e nella Famiglia Vaticana: due gruppi in lotta tra loro per il controllo del territorio e delle attività illecite. Dopo l’operazione Atheneum, che nel 2016 aveva già portato ad alcuni arresti confermati in primo e secondo grado, il cult stava cercando di riaffermarsi in città.

Salvini: “Alla faccia di chi la negava “

“Maxioperazione contro la mafia nigeriana, alla faccia di chi ne negava l’esistenza. Grazie a Forze dell’Ordine e inquirenti. Non abbiamo bisogno di questo tipo di immigrazione. Porti chiusi, galere aperte!”. Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, commentando gli arresti delle ultime ore e le operazioni contro la mafia nigeriana. (fonte ANSA – Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)