Mattarella a Codogno: “Da qui riparte l’Italia del coraggio” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Giugno 2020 12:21 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2020 12:21
Mattarella a Codogno: "Da qui riparte l'Italia del coraggio" VIDEO

Mattarella a Codogno: “Da qui riparte l’Italia del coraggio” (foto ANSA)

LODI – “Questo è tempo di un impegno che non lascia spazio a polemiche e distinzioni. Tutti siamo chiamati a lavorare per il Paese, facendo appieno il nostro dovere, ognuno per la sua parte”.

Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Codogno, il Comune in provincia di Lodi in cui è stato scoperto il primo caso italiano di coronavirus nella notte fra il 20 e il 21 febbraio. “Da qui riparte l’Italia del coraggio”, ha aggiunto.  

Mattarella: “E’ una pandemia veloce e imprevedibile”

“In Italia, per primi in Europa e in tutto il mondo occidentale, siamo stati investiti da un fenomeno di inimmaginabile velocità di diffusione, sconosciuto anche alla scienza, nei suoi caratteri, nelle sue modalità di trasmissione, nei suoi effetti sull’organismo – le parole del Presidente -. Chi si è trovato ad affrontarlo – nei diversi ruoli – ha dovuto procedere spesso per tentativi di fronte all’imprevedibilità del comportamento dell’epidemia, non esistendo ne’ farmaci specifici, né consolidate valutazioni scientifiche, né indicazioni di esperienza, che consentissero previsioni adeguate, né strutture proporzionate alla dimensione del contagio”.

Mattarella: “Non dimenticheremo impegno dei medici e infermieri”

“Non andrà dimenticato quanto, in questi mesi, hanno fatto, con generosa abnegazione, tanti medici, infermieri, personale impegnato nei diversi ruoli della sanità, farmacisti. Lungi dal sottrarsi al proprio compito, hanno contrastato l’epidemia con coraggio, sovente ponendo a rischio la propria salute. Molti sono rimasti vittime del loro senso del dovere. Non vi sono parole sufficienti per esprimere quanta gratitudine meritino da parte di tutti gli italiani”. 

Sindaco Codogno: 21 febbraio giorno delle vittime

Il Comune di Codogno ha deciso che il 21 febbraio sarà il giorno per ricordare le vittime del coronavirus. “Ci auspichiamo diventi il giorno nazionale”, ha detto nel saluto al Capo dello Stato, Sergio Mattarella il sindaco della città, Francesco Passerini.

Fontana: “La Lombardia ha contato troppe vittime”

“La Lombardia ha contato troppe vittime, uomini e donne dietro le quali ci sono intere famiglie e tanti affetti verso i quali va il nostro cordoglio”. Lo ha detto il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, nel suo discorso alla Festa della Repubblica a Codogno (Lodi) dove partecipa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

“Dobbiamo anche ricordare le migliaia di malati curati con indicibile attenzione, con forza e determinazione che solo i nostri medici, infermieri e volontari hanno saputo dare”, ha aggiunto. (AGI) 

Così come – ha aggiunto Fontana – “va ricordato l’aiuto al nostro territorio che è arrivato dal resto del mondo, da terre lontane: a loro indistintamente va un grande grazie per la loro dedizione e l’affetto dimostrato nei confronti dei malati”.

“L’emergenza sanitaria ha posto a dura prova cittadini, imprese e istituzioni, colpiti da una tragedia che avrà conseguenze importanti sulla nostra economia e sul  nostro modo di essere”, ha proseguito il governatore secondo il quale adesso “ci approcciamo a una nuova normalità che non sarà più la stessa di prima; dovremo avere ritmi, abitudini, tempi diversi in una sorta di un rinnovato senso civico”, ha aggiunto Fontana.

Dal 20 febbraio “la storia del nostro Paese è cambiata; dolorosamente e inaspettatamente cambiata”. Ovvero quando “un male imprevedibile ha stravolto la vita e devastato con incredibile violenza questa terra di bellezza, lavoro solidarietà e progresso. Queste terre – ha concluso – hanno per primi sofferto le più terribili conseguenze dell’epidemia e pagato un prezzo più alto in termini di vite umane e sacrifici”. (fonti Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev, ANSA, AGI)