Messico: 400 profughi in fuga dall’Honduras sono al confine con gli Usa VIDEO

di Fabiana De Giorgio
Pubblicato il 15 Novembre 2018 12:28 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2018 12:42
Messico: 400 persone in fuga dalla violenza raggiungono la frontiera Americana con la speranza di una vita migliore IL VIDEO

Messico: 400 persone in fuga dalla violenza raggiungono la frontiera Americana IL VIDEO di BlitzQuotidiano

TIJUANA – Un gruppo di 400 migranti del Centro America ha raggiunto il confine tra il Messico e gli Stati Uniti. Dopo il lungo cammino che hanno percorso per settimane, partiti dall’Honduras, erano quasi arrivati in Nord-America con la speranza di una vita lontana dalla violenza e dalla discriminazione. Ma molto presto i migranti si sono resi conto che il sogno americano sarebbe stato molto difficile da realizzare. Ad accoglierli hanno trovato i militari che Donald Trump ha dispiegato appositamente per l’occasione. I migranti che hanno cercato di scavalcare la barriera che divide il Messico e gli Stati Uniti sono stati direttamente arrestati. Quelli che invece si sono arresi al loro destino sono rimasti nei campi di accoglienza lungo il confine con il Messico. Sono arrivati il 13 novembre a bordo di autocarri a Tijuana nello Stato messicano di Baja California, dove aspettavano il resto della carovana partita per poi cercare di entrare negli Stati Uniti al posto di frontiera che unisce la città con San Diego.

Sono oltre 7.000 i soldati inviati dal Pentagono tra California, Arizona e Texas a sostegno degli agenti federali che vigilano sulle frontiere. Al confine col Messico sono arrivati anche il segretario alla Difesa James Mattis e il ministro per la Sicurezza interna Kristjen Nielsen, per supportare le truppe in attesa di quella che è stata descritta da Trump come “un’invasione”. Il presidente americano ha definito questa una “emergenza nazionale”, per la quale, durante la campagna elettorale per le midterm, ha detto di essere pronto a inviare fino a 15.000 soldati, più che in Afghanistan. Un’operazione che potrebbe costare fino a 220 milioni di dollari.

Il sindaco di Tijuana, Juan Manuel Gastélum, in un’intervista al quotidiano El Universal, ha manifestato grande preoccupazione perché secondo lui “le strutture cittadine di assistenza sono sature e non siamo assolutamente in grado di accogliere altri migranti”.