Morgan sfrattato attacca i colleghi: “Vasco, Jovanotti, Ligabue pensano soli ai dischi” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Giugno 2019 9:02 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2019 9:03
morgan sfrattato di casa

Morgan sfrattato attacca i colleghi: “Vasco, Jovanotti, Ligabue pensano soli ai dischi”

ROMA – Morgan intervistato a La Zanzara, il programma condotto su Radio 24 da Cruciani e Parenzo. L’ex cantante dei Bluvertigo è stato sfrattato dalla sua abitazione alla presenza dell’ufficiale giudiziario e della Polizia di Stato.

Morgan inizia citando la Carta Costutuzionale  a proposito dello sfratto: “Nella Costituzione si parla di protezione dell’essere cittadino, dell’uomo, in quanto lo Stato garantisce il diritto al lavoro e fa in modo che tutti gli ostacoli che vanno a impedire il diritto sacrosanto al lavoro, verranno rimossi dalla Repubblica. Allora io dico che se questa casa è un luogo di vita ed io non ne ho un’altra, un luogo dove c’è tutto il mio lavoro, tutto, completamente tutto, quindi ci sono i miei strumenti, c’è il mio archivio, il mio passato e il mio futuro e gli strumenti di lavoro, vuol dire che questa è una doppia azione contro di me. Non solo va ad impedire quella che è la mia vita… cioè io non avrò più un tetto, ma neanche il lavoro”.  Morgan attacca poi il conduttore Giuseppe Cruciani e i suoi colleghi artisti definiti “codardi”: “La casa non dovrebbe essere pignorabile. Ma se la perdi ti devono almeno dare dei servizi, lo Stato deve farlo (…)”.

Ma tu qualche errore l’hai fatto coi soldi: “Tu devi indagare il perché sono arrivato ad una situazione debitoria. Non puoi portar via una casa ad uno che non ne ha un’altra. Lo uccidi. Ma che cavolo me ne frega di dirli a voi gli errori. Vai in tribunale a parlarne, occupatene”. Non c’è lo Stato cattivo e il Morgan buono: “Sei anche una persona insensibile, se fai così. Non solo un po’ sciocco, anche insensibile. Oltre a problemi di ragionamento, hai anche problemi di cuore”. Poi Parenzo dice: Io sto con Morgan. E lui: “Ma va a quel paese. Parlate di cose che non capite”. Perché i tuoi colleghi non ti stanno aiutando, proseguono i conduttori. Morgan va giù duro: “I miei colleghi sono, diciamo così, dei codardi. Perché pensano solo al loro denaro, pensano solo al loro disco, alla loro classifica. Fanno finta di essere dei cantautori impegnati, ma sono impegnati st****o. Non sanno neanche così significhi più l’impegno da un punto di vista sociale e culturale. Questa è gente che pensa solo ai conti in banca. Jovanotti, Ligabue, Zucchero, tutti, tutti. Vasco Rossi comunista di chi, di che? Comunista, ma quale comunista? Si fanno i c***i loro e basta. Nessuno che parla, nessuno che dice, nessuno che fa un dibattito. Ma dov’è l’intelligenza in questo paese? Siamo morti da anni. Non ci c**a nessuno, non ci c**a nessuno. E fanno bene. Non siamo nessuno. Siamo degli sfigati provinciali morti…”.

Questo solo perché non dicono una parola su di te?: “Ma va a ca***e. I miei colleghi non sono stimolabili, non hanno un briciolo di reazione. Perché soltanto l’empatia con un collega che fa determinate dichiarazioni…Loro sono tanto bravi però tu vendi centomila copie e vengono a chiederti di fare il duetto. Io ho venduto cento, tu hai venduto cento, allora possiamo fare il duetto. Così ragionano questi co****i. Lo vuoi capire che pensano solo ai soldi, perché non c’hai un’idea di quello che fanno…. Di questi qua in realtà non voglio neanche parlarne. Non ascolto la loro musica perché fa c****e. Loro dicono devo fare un disco, devo fare un disco, ma quel devo devono toglierselo. Quando dicono mi dispiace Morgan, amico, ti vogliamo tanto bene, ma sono in studio, non posso venire. Devo fare un disco. Devo. Ma questo dovere dove sta? E’ il dovere di mantenersi un conto corrente. O il dovere che certi menomati lobotomizzati ascoltano la loro musica. Sappiano questi signori che nel mondo non gliene frega un c***o a nessuno di quello che fanno. E’ ovvio che siano completamente stupidotti. Sono finti pensatori. Io invece avrei l’ideale, diciamo, di una classe di cantautori come De Andrè, come Tenco, come Gaber. Facevano battaglie questi signori”.

Qualcuno ti sta aiutando però: “Mi sta aiutando la moglie di De Andrè e sai perché? Non è che Dori Ghezzi sia Fabrizio De Andrè, sono ben diversi, ma almeno respira ed ha respirato quella che è l’anima di un grande poeta come De Andrè, che si sarebbe inc*****to come una bestia di fronte ad una cosa del genere”. Non è che se non ti aiutano, diventano immediatamente dei figli di pu****a, forse hanno sempre pensato ai c***i loro: “E bravo, vai a difendere una società di individualisti di m***a. Vai a difenderla, complimenti. Poi il risultato sai qual è? Che in questa società, diciamo dell’Italia di oggi, alla fine c’è un sacco di pattume in giro. L’individualismo rende una m***a il paese che invece è bellissimo. E’ un paese dove non gliene frega un c***o a nessuno di niente. Io mi lamento perché sono una persona che ha dato tantissimo, dato tanto tanto tanto per il vostro sollazzo di s*****li davanti al televisore. Per divertire voi, co*****i. Non siete in grado di raccogliere questo esempio. Mi fate vivere una situazione indecente che non merito”.

Ma forse te la sei creata da solo e poi anche tu sei uno che vende un prodotto: “Me la sono creata da solo? Smettetela. Anche io vendo il mio prodotto? Non rompere, dai, sei stupido, io non parlo con uno stupido. Sei stupido. Anch’io vendo? Io adesso mi metto a vendere il deretano in viale Zara. Domani dove vado? Che cosa te ne frega? Perché sei uno di quelli che non raccoglie assolutamente nulla di quello che ho detto”.

Fonte: La Zanzara, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev

E Agenzia Vista rilancia anche una breve intervista a Morgan registrata durante lo sfratto per Telelombardia: