Pianura, dal clan dei parenti difesa oscena: “Scherzava, mica l’ha ammazzato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 ottobre 2014 16:35 | Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2014 16:56
Napoli, 14enne seviziato. Suocera dell'arrestato: "Scherzo, e che è omicidio?"

Napoli, 14enne seviziato. Suocera dell’arrestato: “Scherzo, e che è omicidio?”

NAPOLI – Uno scherzo banale, non è mica un omicidio. Peccato che il destinatario dello “scherzo” sia un 14enne in ospedale in fin di vita con il colon e l’intestino lacerati.

Nella vicenda del ragazzino di Pianura, Napoli, che tre ventiquattrenni hanno seviziato con un compressore nell’ano, c’è una sproporzione gigantesca tra la fredda cronaca di quello che è successo il 7 ottobre e la versione dei parenti degli arrestati. Una difesa oscena, viene da dire, proprio per via di questa enorme sproporzione.

“Lacerazioni gravissime all’intestino” da una parte, nel bollettino medico riportato dalle agenzie, e “uno scherzo banale, e che è omicidio?”, nelle dichiarazioni di suocera e padre di uno degli arrestati.

La suocera di V.I., arrestato per aver materialmente seviziato il 14enne (gli altri due a quanto risulta al momento avrebbero assistito), difende il 24enne arrestato con l’accusa di tentato omicidio.

“Il ragazzo di 14 stava dormendo sul divano nell’autolavaggio – spiega la donna al Fatto Quotidiano -. A.D. per giocare ha preso il compressore e gliel’ha buttato addosso, mentre V.E. stava riprendendo tutto con il cellulare. Poi il ragazzino, che era vestito con la tuta leggera del Napoli, si è svegliato infastidito e gli ha detto una paraloccia. Allora mio genero V.I. ha spostato il compressore e l’ha messo di lato al ragazzo. Ma è un omicidio questo? E’ stato uno scherzo banale“.

“Se avesse voluto uccidere il ragazzino – prosegue la suocera – avrebbero fatto un’altra cosa. Mio genero – aggiunge – è stato arrestato mentre gli altri due ragazzi e il proprietario dell’autolavaggio sono liberi, perchè è l’unico ad aver fatto mea culpa“.

Poi si aggiunge il padre di V.I., che minimizza le accuse al figlio e accusa il branco: “Mio figlio non lavora qui. Quindi il proprietario e gli altri due si stanno difendendo tra di loro”. E aggiunge:  “Mio figlio è un bravo ragazzo – spiega il padre – ha anche accompagnato il ragazzino all’ospedale. Quello che hanno scritto i giornali non è gusto”.

Uno “scherzo” di un “bravo ragazzo”, è la difesa oscena dei parenti, davvero indigeribile a giustificazione di quelle “lacerazioni gravissime all’intestino”.

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