Niccolò Bettarini e le coltellate: “Avevo 8 ferite addosso, è stato il fantasma formaggino?” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 novembre 2018 19:57 | Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2018 19:57
Niccolò Bettarini e le coltellate

Niccolò Bettarini e le coltellate: “Avevo 8 ferite addosso, è stato il fantasma formaggino?”

MILANO – E’ un processo abbreviato ma non certo rapido e molto complesso, con tanti aspetti ancora da chiarire, quello in corso a Milano sull’aggressione ai danni di Niccolò Bettarini, il figlio dell’ex calciatore Stefano e della conduttrice tv Simona Ventura che, lo scorso primo luglio, venne preso a calci e pugni e ferito con otto coltellate davanti alla discoteca milanese Old Fashion.

Oggi 29 novembre, infatti, il gup Guido Salvini ha deciso di disporre una perizia medico legale sull’entità delle lesioni subite dal 19enne e potrebbe convocare alcuni testimoni per ricostruire cosa accadde quel mattino.

Niccolò Betttarini, uscendo dal Tribunale ha rilasciato delle dichiarazioni all’Agenzia Vista di Alexander Jakhangiev. Il video è visibile in fondo all’articolo: “Una coltellata? Io di coltelli non ne avevo visti però avevo otto ferite addosso, valutate un po voi. E’ arrivato il fantasma formaggino e mi sono fatto otto coltellate”.  

Per il giudice serve una perizia sulle ferite per verificare se il 19enne fu in pericolo di vita, dato che l’accusa contestata ai quattro imputati è tentato omicidio. Una decisione arrivata dopo che l’avvocato Daniele Barelli, legale di Albano Jakej, ha depositato una consulenza medica nella quale si sostiene, invece, che Bettarini non rischiò di morire. Agli atti, poi, non c’è una consulenza sulle lesioni disposta dalla Procura.

Nell’udienza del 3 dicembre il gup conferirà l’incarico a un medico (la relazione verrà discussa il 17 dicembre) e deciderà anche sulla necessità o meno di sentire testimoni alla luce degli interrogatori degli arrestati che hanno deciso di dare la loro versione in aula.

Niccolò, sempre presente in udienza come parte civile, parlando coi cronisti si è detto “pronto” a deporre se servirà, anche perché il pm Elio Ramondini, che ha chiesto 10 anni per gli arrestati, ha sollecitato un confronto tra loro, il 19enne e un’amica che era fuori dalla discoteca e venne anche lei aggredita, quando entrò nella mischia per salvarlo.

Intanto, Davide Caddeo, il 29enne che, secondo l’accusa, avrebbe sferrato le otto coltellate, già in una memoria aveva ammesso di aver colpito il ragazzo. Stamani, assistito dal legale Robert Ranieli, ha precisato di averlo ferito due volte con un “colpo a croce, a sventaglio”. E al gup che gli ha chiesto chi ha causato le altre sei ferite, Caddeo ha risposto: “Non io, eravamo in tanti, una quindicina”.

Caddeo ha anche sostenuto che in prima battuta era scoppiata una rissa tra il suo gruppo e un amico di Bettarini, ma proprio quando la tensione stava calando il 19enne avrebbe acceso di nuovo lo scontro. Jakei, dal canto suo, ha affermato che il primo a colpire con un pugno sarebbe stato Bettarini. Una versione condivisa dalle difese (tra gli imputati Alessandro Ferzoco, con il legale Mirko Perlino).

Il 19enne, tra l’altro, in una telefonata con un amico intercettata, aveva detto: “Si avvicina sto ‘albanollo’ e mi dice ‘tu c’hai gli orecchini come i miei’ (…) mi ha dato il buffettino in faccia, io gli ho dato un cartone”. Tra le tesi difensive anche quella che alcuni dei principali protagonisti della rissa non siano stati identificati. Per il legale di Bettarini, l’avvocato Alessandra Calabrò, invece, “la decisione, a sorpresa, di voler sottoporsi ad interrogatorio” è il “segno del grande timore degli imputati”, che rischiano 10 anni.