Obama da Fazio VIDEO intervista: la gioventù, Michelle e…quella volta che Amal Clooney lo sconfisse a basket

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 8 Febbraio 2021 8:50 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2021 8:50
Obama da Fazio VIDEO intervista: la gioventù, Michelle e...quella volta che Amal Clooney lo sconfisse a basket

Obama da Fazio VIDEO intervista: la gioventù, Michelle e…quella volta che Amal Clooney lo sconfisse a basket (Foto Ansa)

Barack Obama è stato intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa. L’ex presidente degli Stati Uniti ha parlato di sé fin da quando era ragazzo. Ha detto che avrebbe voluto diventare un giocatore di basket. Ma che, proprio a basket, è stato battuto (in tempi recenti) da Amal Alamuddin, cioè la moglie di George Clooney.

Ha parlato della moglie Michelle, ha parlato dei fatti di Capitol Hill. Obama è andato in tv sulla Rai anche (o forse soprattutto) per presentare Una Terra Promessa, la sua autobiografia. In cui sono raccontati molti degli aneddoti narrati anche in tv da Fazio.

Per vedere l’intervista integrale clicca qui al link di RaiPlay.

Obama da Fazio: il sogno basket e…la sconfitta con Amal Clooney

Obama da piccolo sognava di fare l’architetto. Gli piaceva moltissimo anche il basket, ma non aveva la stoffa del campione e allora quel sogno sfumò in fretta. “Non sarei mai diventato LeBron James“, ha detto. Di sicuro “non avevo il sogno di diventare Presidente”, ma “era comunque il mio sogno quello di essere un bravo ragazzo”.

Poi un recente aneddoto. “Se la moglie di Clooney mi ha battuto a basket? Sì, è vero Amal mi ha battuto. La mia unica scusa è che sto invecchiando e quindi per me è molto più difficile”. 

Obama da Fazio: l’isolamento alla Casa Bianca

L’isolamento della vita alla Casa Bianca (“Sognavo di fare una passeggiata e bere un caffè senza essere riconosciuto”), ma anche il privilegio di servire il Paese. Fino al suo rapporto con la moglie Michelle. Che, ribadisce, “è superiore a me”. Ma anche l’attualità più stretta, i fatti di Capitol Hill, le cui immagini, dice non vanno “mai cancellate, anzi ce lo dobbiamo stampare nella mente. Ci deve ricordare che la democrazia non è un dono che viene dal cielo. È una cosa che noi cittadini, nei nostri rispettivi Paesi, dobbiamo continuamente rinnovare. Dobbiamo sempre investire nella democrazia”.

Obama e l’autobiografia “Una Terra Promessa”

Centinaia di pagine, due volumi, in cui l’ex presidente punta sui dettagli per “aprire il sipario” e mostrare che “i leader che si vedono in televisione sono degli esseri umani che devono prendere delle decisioni, che fanno errori e che bisogna imparare dagli errori commessi”. Così ha spiegato nell’intervista con Fazio, con il quale ha esordito con un saluto in italiano. “Ciao!”, auspicando una visita di persona in Italia presto. “Quando la pandemia sarà finita”.

“Desideravo trasmettere, soprattutto ai giovani lettori, l’idea che è possibile occuparsi di politica mantenendo la propria integrità e mantenendo i valori che permettono di fare il meglio per gli altri”, ha spiegato. “La politica è imperfetta come tutte le cose che fanno gli esseri umani, però è possibile farla bene”.

Come Michelle Obama ha cambiato la Casa Bianca

Sullo sfondo resta la Casa Bianca, un luogo quasi mitico anche per Obama evidentemente, che descrive con dovizia di particolari la peculiarità di viverci. “Come un hotel a 5 stelle”, dice, ma che comporta anche una sensazione di isolamento difficile da superare.

Michelle ha voluto cambiare l’arredamento delle camere delle bambine perché non voleva che avessero la sensazione di dormire in un museo, voleva che potessero appendere i poster delle loro popstar e degli attori preferiti, che si sentissero normali”, ha spiegato.

La guerra in Siria vista dal presidente degli Stati Uniti

Molti gli spaccati di vita privata, ma un racconto così dettagliato non può però ignorare i momenti cruciali e difficilissimi da presidente, come eventi che “spezzano il cuore”. Come la guerra in Siria: “La primavera araba era una promessa che lì è diventata una guerra civile, che ha portato all’intervento di russi e iraniani. Ho cercato di prendere una serie di decisioni per migliorare la situazione senza invadere un altro Paese del Medio Oriente, cosa che ritenevo controproducente”. E ammette: “Ci sono momenti in cui ti sembra di non avere risposte”.