Pamela Mastropietro, udienza preliminare per Innocent Oseghale. Manifestanti gridano: “Mostro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 novembre 2018 12:17 | Ultimo aggiornamento: 26 novembre 2018 16:24
Pamela Mastropietro, Innocent Osenghale accolto al grido di mostro

Pamela Mastropietro, udienza preliminare per Innocent Oseghale. Manifestanti gridano: “Mostro”

MACERATA – “Assassino, mostro”. E’ il grido di una quindicina di manifestanti che ha accolto Innocent Oseghale al suo arrivo al Tribunale di Macerata per l’udienza preliminare per la morte di Pamela Mastropietro, la 18enne romana il cui cadavere fu trovato fatto a pezzi e chiuso in due trolley nelle campagne di Pollenza. I manifestanti hanno esposto striscioni davanti al Palazzo di Giustizia.

Altre grida hanno accolto i legali di Osghale, gli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi – “Pamela grida giustizia e noi siamo la sua voce” – e il sindaco di Macerata Romano Carancini: il Comune di Macerata intende costituirsi parte civile. In tribunale anche i familiari di Pamela. 

Buona parte dei manifestanti, in tutto una quarantina, è venuta da Roma: molte sono donne che fanno parte di una onlus. “Dove sono i maceratesi?” hanno gridato al sindaco Carancini, che si è allontanato dal Tribunale dopo la costituzione di parte civile. Oseghale deve rispondere di omicidio e vilipendio di cadavere, ma la Procura di Macerata lo accusa anche di violenza sessuale.

Il pusher nigeriano ha ammesso di avere fatto a pezzi il corpo della ragazza, che nella sua versione sarebbe morta dopo avere assunto eroina in casa sua, in via Spalato a Macerata, dove era arrivata dopo essersi allontanata da un comunità di Corridonia. All’inizio dell’udienza lo zio di Pamela Marco Valerio Verni, legale dei familiari, ha depositato alcune perizie di parte, secondo le quali Pamela sarebbe stata sottoposta ad un trattamento farmacologico che l’avrebbe resa particolarmente ‘resistente’ all’eroina. Documentazione che quindi tende a escludere l’ipotesi di un decesso per overdose. I legali di Oseghale la stanno esaminando per decidere se accettarla o fare opposizione, mentre il gup Claudio Bonifazi si è chiuso in camera di consiglio. 

C’è anche il proprietario dell’appartamento di via Spalato a Macerata, dove Pamela Mastropietro morì e venne fatta a pezzi da Innocent Oseghale tra le parti civili ammesse dal gup del Tribunale di Macerata Claudio Bonifazi durante l’udienza preliminare per il pusher nigeriano accusato di omicidio e vilipendio di cadavere. Le altri parti civili sono i familiari di Pamela rappresentati dallo zio, avv. Marco Valerio Verni, e il Comune di Macerata, rappresentato dall’avv. Carlo Buongarzone.