Pao, cancellato suo graffito a Milano. Comune si scusa, lui: “Pronto a rifarlo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Maggio 2015 15:08 | Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2015 15:11
Pao, cancellato suo graffito a Milano. Lui: "Pronto a rifarlo. Street art non è male"

Pao, cancellato suo graffito a Milano. Lui: “Pronto a rifarlo. Street art non è male”

MILANO – Con un colpo di spugna hanno cancellato uno dei suoi primi graffiti in via Cesariano a Milano. Loro sono i volontari di Bella Milano, più di 1300 milanesi che hanno risposto all’appello del Comune per riportare il decoro in città dopo le devastazioni dei black bloc di due settimane fa. Ma con troppo zelo: in via Cesariano hanno cancellato uno dei primi murales di Pao, al secolo Paolo Bordino, street artist molto amato a Milano, divenuto celebre per i panettoni spartitraffico in cemento trasformati in pinguini. I primi a protestare sono stati gli stessi residenti di via Cesariano che erano abituati a quella nota di colore che incorniciava la piazzetta dove giocano i bambini. Per questo Pao, commosso, ha risposto che è “pronto a rifarlo”.

Sulla sua pagina Facebook l’artista si è rivolto ai volontari del cleaning day: “I graffiti e la street art non sono il male, ma a volte persino una risorsa, per una città migliore, più bella. Qualsiasi eccesso stroppia: una città coperta di tag è brutta quanto una città di un unico colore”.

Quello di via Cesariano, racconta Pao, che lo ha dipinto nel 2001 insieme a Linda, è stato uno dei suoi primi lavori, realizzato senza il permesso del Comune ma con il consenso dei frequentatori della piazza, genitori, abitanti e negozianti. Da quel giorno il muro colorato “ha caratterizzato un parchetto altrimenti anonimo regalandogli una anima”, come testimoniano anche i residenti del quartiere, affezionati a quei disegni che decoravano il parchetto dei bambini di zona. “Seppur non si tratta del muro più bello che io abbia realizzato rimane uno dei più sentiti, proprio per la sua funzione sociale”.

Proprio per questo “mi dispiace – scrive Pao – per i maniaci dell’ordine e del monocromo, ma luoghi come via Cesariano ed il suo murale sono necessari alla città, per la salute mentale dei suoi abitanti e per lo sviluppo creativo dei suoi bambini. L’intervento di ieri dei volontari di Retake Milano à stato quanto meno avventato, certo il murales era scolorito, con qualche pasticcio sopra, ma è evidente che per molti era ancora preferibile al noiosissimo rosa pallido che hanno scelto. Non era meglio – si chiede – prima parlare con i residenti? E magari contattare chi quel muro aveva dipinto, se pur senza permesso ufficiale, con il consenso dei fruitori di quello spazio? Spero che questo episodio possa portare ad un passo avanti nella questione: se l’inquinamento visivo (tag, ma anche pubblicità, segnaletica selvaggia, obbrobri architettonici) dà fastidio alla maggioranza delle persone, è necessario capire che la città è luogo delle differenze e della convivenza, luoghi di espressione libera sono necessari e salutari quanto zone pulite ed ordinate”.

Dopo quanto successo anche il Comune si è scusato per l’incidente. Paro racconta di essere stato contattato dall’assessore Maran, che “si è scusato dell’incidente e mi ha chiesto la disponibilità perché il murale venga ripristinato, questa volta con tutti i permessi. Con piacere – conclude – riporteremo il sorriso sui muri e sul volto dei bambini”. 

I residenti litigano con i volontari (Video Corriere Tv)