Parma, nella borsa dei 2 arrestati gli attrezzi dello stupro-tortura VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 agosto 2018 8:55 | Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2018 14:46
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Parma, nella borsa dei 2 arrestati gli attrezzi dello stupro-tortura

PARMA – Manette, collari, una frusta e altri oggetti usati per il bondage, una pratica in cui si immobilizza un partner consenziente o se ne limita temporaneamente la capacità sensoriale. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] E’ quello che ha trovato la Polizia in una borsa nell’appartamento di Parma, dove sarebbe stata violentata e seviziata per cinque ore una 21enne. Di questo sono accusati Federico Pesci, imprenditore parmigiano 46enne, e Wilson Ndu Anihem, nigeriano di 53 domiciliato nella città emiliana. Entrambi sono in carcere con l’accusa di violenza sessuale e lesioni pluriaggravate.

Secondo quanto ricostruito, il 18 luglio Pesci aveva contattato tramite alcuni messaggi la ragazza, invitandola ad uscire la sera. La 21enne aveva accettato e dopo una serata in un locale i due si erano spostati nell’attico dell’uomo. Qui l’uomo ha chiamato al telefono il pusher nigeriano chiedendogli di portare della droga, ma una volta arrivato nell’abitazione del 46enne sono iniziate le prolungate violenze ai danni della giovane. Mentre tutto questo avveniva l’imprenditore continuava a contattare degli spacciatori di sua conoscenza che lo rifornivano di droga direttamente nell’abitazione. Quando la 21enne è stata finalmente liberata, lo stesso 46enne, come nulla fosse successo, ha contattato un taxi per farla riaccompagnare a casa.

La ragazza non ha inizialmente detto nulla a nessuno ma i genitori si sono accorti che era successo qualcosa dagli evidenti segni presenti sul suo corpo, dai dolori insopportabili e dalla impossibilità ad alimentarsi. Trasportata in ospedale, i medici le hanno dato una prognosi di 45 giorni ed è immediatamente partita la segnalazione alla Squadra Mobile. Gli agenti hanno così identificato i presunti responsabili e per loro è arrivato alla fine l’arresto.