Portocannone, don Marino e Le Iene: “La storia di Giada, tra abusi e maldicenze” (video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2014 9:39 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2014 9:39
Giada, intervista alle Iene

Giada, intervista alle Iene

ROMA – “Una storia di abusi e maldicenze”. Giulio Golia, delle Iene, racconta la storia di Giada, all’epoca dei fatti tredicenne, violentata, o almeno così lei sostiene, da don Marino Genova, l’ex parroco di Portocannone, in provincia di Campobasso.

In paese, a Portocannone però, sono in molti a difendere il sacerdote, e qualcuno accusa anche Giada di aver parlato solo in cambio di denaro.

“La prima volta mi mandò un messaggio, avevo 13 anni e andai in sacrestia. Lui mi accarezzò e iniziò a strusciarsi” racconta Giada. “Non ero ancora consapevole della sessualità, lui mi abbracciava e si strusciava e nel momento dell’orgasmo andava in bagno”. “Mi mandava continui messaggi, anche su Internet” continua Giada. “Fino ai 14 anni è andata avanti così la storia, poi sono iniziati i rapporti completi, anche orali. Mi sono ritrovata con il suo pene nella mia bocca. Mi abusava anche prima della messa, davanti all’altare, anche sull’organo”. 

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“Stavo sempre sola” continua Giada, “era diventata una dipendenza”.

Quando ti sei accorta che era un abuso? “Tardi, verso i 17 anni”. Poi il vescovo l’ha spostato e trasferito.

“I miei compaesani mi accusano, dicono che l’ho fatto per soldi” dice Giada a Giulia Golia. “Ho anche tentato il suicidio per due volte, con una corda e con un coltello”.

Poi Giulio Golia è andato per Portocannone, a sentire il parere dei compaesani di Giada.

“L’ha fatto per soldi, ha ragione il prete” dicono i fedeli. “E’ stato sempre bravo don Marino”, nessuno si schiera con la ragazza.

Poche le voci fuori dal coro, nei bar del paese il racconto è sempre lo stesso: “Non ci credo”.

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