Procreazione assistita, Arianna Pacchiarotti: “Sensibilizzare sulla donazione di gameti”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 8 Marzo 2019 17:28 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2019 17:30
Procreazione assistita, ne parla Arianna Pacchiarotti del San Filippo Neri

Procreazione assistita, Arianna Pacchiarotti: “Sensibilizzare sulla donazione di gameti”

ROMA – La procreazione medicalmente assistita è una realtà che in Italia coinvolge 80mila coppie l’anno e da cui nascono circa 13mila bambini. Una strada ancora in salita per via dell’assenza di una legge che regolamenti l’accesso degli aspiranti genitori alla fecondazione assistita, soprattutto quella eterologa con donazione di gameti da terzi.

A spiegare a Blitz quotidiano quali sono le criticità con cui le coppie devono scontrarsi è la dottoressa Arianna Pacchiarotti, Responsabile Centro PMA dell’ospedale San Filippo Neri dell’Asl Roma 1, al margine del lancio de “La campagna del…cavolo” presentata l’8 marzo nella sala Isma del Senato a Roma.

La dottoressa racconta che il centro ha aperto alla fecondazione eterologa il 17 luglio del 2018, ma ci sono ancora delle criticità importanti che vanno superate nel nostro Paese: “Per i centri pubblici il problema più importante è quello dell’approvvigionamento dei gameti, che per un ospedale richiede il superare degli ostacoli burocratici che nel nostro caso ha richiesto 22 mesi, per partorire l’inaugurazione della fecondazione eterologa. Abbiamo lanciato un bando a cui hanno partecipato delle banche selezionate con criteri molto selettivi da cui è possibile far venire i gameti”.

Altro problema oggi è quello della tariffazione, sottolinea la dottoressa del San Filippo Neri: “Una delle criticità più importante è la tariffazione, dato che non esiste una tariffazione Lea e quindi abbiamo dovuto riferirci alle leggi esistenti che parlano di rimborsi e sono le uniche a livello nazionale”.

Ultima criticità riguarda la gestione tecnica, spiega la Pacchiarotti: “Il limite attuale di accesso alle tecniche è di 43 anni, ma per la fecondazione eterologa sarebbe auspicabile arrivare almeno a 46, come era stato scritto nei Lea dal precedente ministro. Altro problema riguarda il numero di tentativi, che nel complesso è pari a 3, sia di fecondazione eterologa che omologa. Quindi ci troviamo a ricevere coppie che hanno già fatto le 3 inseminazioni e non hanno più possibilità di accesso alle tecniche”.

Guardando al futuro, ci dice la dottoressa, l’obiettivo è che “in Italia la fecondazione eterologa diventi autosufficiente, cioè non abbia più bisogno di importare gameti dall’estero, ma ci siano donatori nel territorio nazionale”. Per questo motivo il Centro PMA del San Filippo Neri ha lanciato un importante progetto per sensibilizzare sulla donazione dei gameti per creare delle banche in Italia.

Video di Blitz quotidiano – Dottoressa Arianna Pacchiarotti, Responsabile Centro PMA San Filippo Neri – Asl 1 Roma