Ragazza passeggia a Roma. “Ciaobbella” e “ammore”: approcci come New York VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2014 8:56 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2014 8:58
Ragazza passeggia a Roma. "Ciaobbella" e "ammore": approcci come New York VIDEO

Ragazza passeggia a Roma. “Ciaobbella” e “ammore”: approcci come New York

ROMA – “Mio ammorre…”. “Ciaobbella“. “Ma gli angeli non volano?”. Questi solo alcuni degli approcci degli uomini romani a Rachele Brancatisano, autrice delle Intervista cantate di “Un giorno da pecora” che ha ripetuto l’esperimento già condotto a New York e al Cairo. Camminare per una giornata in una grande città, vestita con maglietta e jeans scuri, e vedere le reazioni degli uomini.

Commenti, occhiatine, fischi, risolini e ammiccamenti non sono mancati, nonostante la ragazza camminasse semplicemente per le strade di Roma, vestita in modo normale e affatto provocante. La situazione è stata sempre la stessa, da via del Corso e Colosseo a piazza Vittorio e via della Conciliazione, scrive il Corriere.tv:

“Dal «pari Cleopatra…» al gettonatissimo «abbella» pronunciato praticamente ovunque. Ed ecco la riflessione ad alta voce (con domanda che resta senza risposta) della ragazza che ha ideato la replica di quanto visto a Ny: «Ma per quale motivo uno sconosciuto incrociato per strada se ritiene che tu sia bella si sente in dovere di dirtelo?».

Intanto gli approcci si ripetono a mitraglia, passanti, camerieri all’ingresso dei locali. Da via della Conciliazione a Prati, passando per il Colosseo e via del Corso. Scene in un sabato di fine ottobre in cui Roma è illuminata dal sole e Rachele indossa maglietta e jeans neri. Ecco che da un muretto al Pigneto un ragazzetto pigramente le indirizza un’«abbella…» con scarsa fantasia.

E ancora, direzione piazza Vittorio dove si moltiplicano gli apprezzamenti in inglese giunti da extracomunitari che evidentemente scambiano Rachele per una turista: «I love you…». Un centurione davanti ai Fori Imperiali ha un guizzo: «Le belle ragazze non dovrebbero mai stare inc…» Rachele non apprezza. «Parole che ti rivolge chiunque, ritenendo di poter dire qualunque cosa, anche se tu non hai voglia di sentire nessuno»”.