Reddito di cittadinanza, Conte: “Efficacia non si riduce a numero beneficiari” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Febbraio 2020 16:23 | Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio 2020 16:26
Conte, Vista

Reddito di cittadinanza, Conte: “Efficacia non si riduce a numero beneficiari “

ROMA – “La valutazione di una misura complessa quale il Reddito di Cittadinanza – ha detto il premier Giuseppe Conte rispondendo al Question Time al Senato – il quale richiede, proprio in riferimento alla componente di attivazione sociale e lavorativa, il rafforzamento dei relativi servizi, non può essere effettuata, sarebbe irragionevole, a meno di un anno dalla sua entrata in vigore, in quanto richiede un tempo congruo per poterne valutare con completezza l’efficacia”.

La riforma, ha detto ancora il premier Conte, “è in linea con le migliori pratiche di welfare già sperimentate in Ue”.

E ancora: “Si rileva che circa la metà dei nuclei beneficiari del Reddito di Cittadinanza, tenuti agli obblighi di attivazione, viene indirizzato ai servizi dei Comuni competenti in materia di contrasto alla povertà, al fine della definizione di un patto per l’inclusione sociale. Come affermato dagli stessi interroganti, infatti, la misura è rivolta a una platea vulnerabile, formata per la gran parte da persone da anni disoccupate, ovvero prive di specializzazione o di una adeguata formazione. L’efficacia complessiva di questa politica non può essere valutata soltanto in base alla percentuale di beneficiari che hanno trovato un’occupazione”.

“Essa – ha continuato – va esaminata in riferimento alla capacità di preservare i diritti essenziali e la dignità della persona e del suo nucleo familiare, garantendo ai beneficiari, oltre al sostegno economico, anche un insieme di servizi di accompagnamento e supporto per l’inclusione sociale e lavorativa, favorendo la capacità autonoma di contribuire alla propria comunità ed impedendo la trasmissione intergenerazionale della povertà”, conclude il premier. “Ho sempre detto che con questa riforma noi applichiamo l’art. 3 secondo comma della Costituzione laddove si parla di eguaglianza sostanziale”.

Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.