Roma, attentati e devastazioni: sette anarchici arrestati VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Giugno 2020 11:18 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2020 11:20
anarchici roma vista

Roma, attentati e devastazioni: sette anarchici arrestati

ROMA  – Attentati esplosivi, contatti con gruppi stranieri e una biblioteca clandestina che ispirava la minaccia eversiva.

La cellula della Federazione Anarchica Informale, che cospirava per la riorganizzazione del movimento e l’insurrezione, aveva la base in un piccolo centro sociale di Roma.

Sono sette le persone arrestate dai Carabinieri del Ros.

Tra le accuse, quella di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi e altri reati.

Alle loro spalle c’erano attentati e devastazioni, come la bomba alla stazione dei carabinieri di San Giovanni a Roma, compiuto il 7 dicembre 2017 .

La sigla terroristica “Cellula Santiago Maldonado – Federazione Anarchica Informale-Fronte Rivoluzionario Internazionale” aveva rivendicato l’attentato.

Le indagini sono partite proprio dai Carabinieri che fin da subito hanno eseguito i rilievi, acquisito e analizzato i video delle telecamere di videosorveglianza.

Da qui sono state estrapolate le prime immagini dell’attentatore. Indagini, poi sviluppate dal Ros.

Anarchici arrestati a Roma, l’ordigno nascosto in un termos

L‘ordigno artigianale, nascosto all’interno di un termos di metallo e contenente 1,6 kg di esplosivo, aveva provocato danni all’ingresso della caserma e per poco non aveva investito con la sua esplosione una passante.

Secondo gli inquirenti, questo elemento conferiva all’attentato un’estrema pericolosità “derivante dall’accettazione del rischio di colpire vittime collaterali”.

Il raggio d’azione del gruppo non era circoscritto alla Capitale.

La cellula aveva contatti con diverse organizzazioni straniere, tra cui gli anarchici greci, Paese in cui è molto attiva la “Cospirazione delle Cellule di Fuoco”, cileni e tedeschi.

La Cellula elaborava e portava a compimento un programma contenuto in un documento clandestino dal titolo “Dire e sedire”, con cui portare avanti una “conflittualità viva e accesa”.

Il gruppo mirava poi a riorganizzare il movimento anarchico superando “ogni localismo”, per avviare una nuova fase dell’insurrezionalismo, che avvicinasse i diversi gruppi.

In questo modo si poteva colpire l’organizzazione democratica e costituzionalmente organizzata dello Stato (fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).