Roma, rifiuti. Zingaretti: “Serve nuova discarica”. In Campidoglio consigliere M5s si fa espellere per protesta VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Febbraio 2019 15:36 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2019 16:10
Roma ZIngaretti

Roma, rifiuti. Zingaretti: “Serve nuova discarica”. In Campidoglio consigliere M5s si fa espellere

ROMA  – Roma Capitale dovrà essere autonoma per quanto riguarda gli impianti di smaltimento dei rifiuti e avrà bisogno di una discarica di servizio per i materiali di scarto, da individuare sul suo territorio comunale. Lo dicono le linee guida del Piano rifiuti 2019-2025 approvate la mattina di giovedì 31 gennaio dalla giunta della Regione Lazio: “E’ la soluzione più congrua” ha affermato il governatore Nicola Zingaretti presentando il Piano che ha scatenato moltissime proteste dai grillini al potere a Roma. 

Il pomeriggio di ieri è stato un giorno di serrate polemiche tra M5s e Pd, con la replica durissima della sindaca Virginia Raggi: “Abbiamo sentito notizie allarmanti – ha detto in serata in Aula Giulio Cesare – Quel Pd che nel 2013 festeggiava la chiusura di Malagrotta oggi chiede la riapertura di una discarica. E’ gravissimo. In questa Aula siamo chiamati a difendere Roma”. 

Zingaretti ha però risposto per le rime: “Basta con questo terrorismo psicologico. Malagrotta l’ho chiusa io e non ci sarà più, né per dimensioni né per tipologia di rifiuti, visto che la legge lo vieta. Se il Campidoglio non vuole il nuovo sito lavorasse per evitarlo. Se la Capitale iniziasse una efficace politica di differenziata e di gestione moderna e innovativa il nuovo sito si potrebbe evitare”.

Contro Zingaretti si è espresso anche il capogruppo comunale M5s Giuliano Pacetti che ha tuonato definendo il piano della regione “vergognoso”. Le sue parole sono state supportate dal deputato Stefano Vignaroli, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, e da altri parlamentari pentastellati. Anche in assemblea capitolina è stata subito bagarre, con il consigliere Pietro Calabrese che è stato espulso dall’Aula per via delle sue accesissime proteste. ” L’amministrazione a Roma è cambiata, ora governano i 5 Stelle – ha detto Calabresi. – A Roma non si farà mai una discarica” ha urlato il consigliere prima di essere espulso. Agenzia Vista di Alexander Jakhnagiev ha pubblicato il video, visibile in fondo all’articolo.

“Una menzogna – ha replicato Enzo Foschi del Pd Lazio – si tratta di una discarica di servizio piccola dove conferire scarti inerti e inodore”.

Nel presentare il piano, la Regione ha messo in fila i dati: Roma è al 44,5% di differenziata (contro i 45,5 del Lazio), produce da sola il 60% dei rifiuti ma smaltisce fuori dai suoi confini il 100% degli indifferenziati. “Se Roma raggiunge livelli tali per cui la discarica non servirà io sarò contento di essermi sbagliato – ha affermato Zingaretti – ma a trend e ritmi attuali, e considerando che ogni 20 giorni devo alzare il telefono e cercare una Regione che si prenda i rifiuti di Roma, abbiamo il dovere di indicare la soluzione più congrua”.

Alcune aree dove fare delle piccole discariche erano state già indicate dalla Città metropolitana qualche settimana fa. Anche in quell’occasione, malgrado la Città Metropolitana sia di fatto governata da M5s, ci furono altrettante proteste da parte dei pentastellati, a cui aveva seguito una immediata smentita sul fatto che si trattassero di aree adibite a discariche. Una si trova IV Municipio ai confini di Guidonia, una zona tra Ostia e il Laurentino, un’altra ai confini con Fiumicino e un’ultima nel XIV municipio.  

La sindaca Virginia Raggi, subito dopo la presentazione del Piano di Zingaretti ha messo le mani avanti, scrivendo allo stesso Zingaretti ed anche al ministro Sergio Costa, chiedendo di evitare di realizzare nuovi impianti in aree che hanno già subito un impatto sanitario o ambientale. Costa ha di conseguenza chiesto alla Regione di tenerne conto.

M5s regionali meno critici sul Piano presentato da Zingaretti.  

Diversa la posizione dei pentastellati regionali che sono su una linea più moderata rispetto ai colleghi capitolini: non vessare territori già esausti come la Valle Galeria, ha chiesto il presidente della commissione Rifiuti Marco Cacciatore. Per il resto “bisogna vedere come saranno applicati” ma “sui principi del Piano, poco da eccepire“.

All’interno del piano ci sono infatti elementi che non contrastano affatto con i valori di M5s. Anzi. Si parla di economia circolare, riduzione dei rifiuti all’origine, tariffa ridotta se si producono pochi rifiuti, dimezzamento del fabbisogno di inceneritori, lotta alle infiltrazioni mafiose. Infine c’è anche la riconversione del termovalorizzatore di Colleferro in impianto di trattamento a freddo, che sarà ultimata nel 2021 e che il ministro Costa ha fatto sapere di approvare appieno. 

Proprio la chiusura dell’inceneritore di Colleferro ha spinto il capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio, Orlando Angelo Tripodi, e il consigliere Laura Corrotti, ha dichiarare che “il Lazio ha bisogno di nuovi impianti, invece Nicola Zingaretti fa esattamente il contrario: chiude i termovalorizzatori e spinge addirittura per una discarica di servizio a Roma”.

I due esponenti leghisti proseguono: “È anacronistico. Anche l’Europa, di cui Zingaretti si riempie la bocca quotidianamente, ha intimato la chiusura delle discariche a differenza di quanto prodotto finora dal presidente della Regione Lazio con la delibera 199/2016, che aumenterebbe le volumetrie ai siti esistenti. La smetta di dare lezioni, anche perché è stato il centrosinistra a mandare in tilt il ciclo dei rifiuti chiudendo Malagrotta e non individuando una soluzione (…)”.