Salvini: “Berlusconi a volte non lo capisco, parla come Renzi” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 Giugno 2020 15:02 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2020 15:10
lega, salvini a napoli

Salvini: “Berlusconi a volte non lo capisco, parla come Renzi”

NAPOLI – “Berlusconi a volte non lo capisco. L’ho sentito dire sì al Mes, il fatto che usi la stessa lingua di Renzi e Prodi mi lascia dei dubbi”.

Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a Napoli. “Ho letto di disponibliità ad altri governi – ha aggiunto – per la Lega prima questo governo va a casa e gli italiani si esprimono, meglio è”.

A Salvini risponde Osvaldo Napoli, deputato di Forza Italia:

“Il leader della Lega si dice dispiaciuto nel sentire Berlusconi parlare come un moderato e liberale. Detto così, sembra che Salvini sia assente dall’Italia da qualche anno. Noi ci diciamo dispiaciuti che Salvini si accorga solo adesso della storia personale di Silvio Berlusconi, cioè di un leader da sempre moderato, liberale ed europeista”.

“Quanto alla disponibilità al dialogo, Forza Italia ha sempre avuto una posizione chiara e limpida: dialogare non significa minimamente confondersi con la maggioranza attuale, significa invece, animati da senso di responsabilità nazionale, offrire un contributo di idee e di proposte a chi governa il Paese in un momento di gravi difficoltà economiche e sociali”.

Ancora Napoli:

“Berlusconi non parla come Renzi e Prodi. Semmai è vero il contrario, e cioè che Renzi, più di Prodi, abbia compreso l’opera di evangelizzazione politica fatta da Berlusconi”.

“Il problema non è la distinzione del linguaggio, è la chiarezza delle idee: a Prodi che immagina la statalizzazione, sia pure temporanea, di grandi aziende, Forza Italia e Berlusconi rispondono che lo Stato deve agire e favorire la ripresa ma non immischiarsi in compiti di gestione”.

“Così pure per il Mes: vale per noi quello che ha detto il prof. Cottarelli. Usare le risorse del Mes significa far risparmiare 5 miliardi di interessi agli italiani. Ecco un bel modo per dire: Prima gli italiani” (fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).