Santa Sofia moschea, troppi fedeli per la preghiera del venerdì: stop agli accessi VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Luglio 2020 14:17 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2020 14:17
Santa Sofia moschea, troppi fedeli per la preghiera del venerdì: stop agli accessi VIDEO

Santa Sofia moschea, troppi fedeli per la preghiera del venerdì: stop agli accessi (Foto Ansa)

Troppi fedeli hanno affollato Santa Sofia in occasione della prima preghiera islamica dopo la riconversione da museo in moschea del monumento simbolo di Istanbul.

Si è dovuto quindi porre fine gli accessi alla ex basilica cristiana di Santa Sofia come misura precauzionale contro il Covid-19. Lo ha reso noto il prefetto di Istanbul, Ali Yerlikaya, a circa un’ora dall’inizio della solenne cerimonia religiosa islamica del venerdì.

Sin dalle prime ore del mattino, diverse migliaia di fedeli musulmani si erano riversati nella zona, con scene di assembramenti preoccupanti per i rischi da coronavirus.

La conversione di Santa Sofia da museo a moschea

Le icone cristiane della Vergine Maria Theotokos e dell’Arcangelo Gabriele sono state nascoste alla vista dei fedeli con tende a sipario. All’ingresso è comparso il cartello di benvenuto nella Grande Moschea di Santa Sofia.

Dopo 86 anni come museo, il monumento simbolo di Istanbul ha accolto così la prima preghiera del venerdì.

Dopo quasi un millennio come basilica cristiana, seguito dalla trasformazione in moschea con la conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453 e da quella in museo voluta da Mustafa Kemal Ataturk, per Santa Sofia inizia una nuova stagione.

“Era il nostro più grande sogno da giovani. Siamo felici di averlo realizzato”, ha detto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, presente alla preghiera. 

Imam d’eccezione, il capo della Presidenza per gli affari religiosi (Diyanet). Ma tutti i leader dell’opporisione hanno boicottato l’appuntamento.

L’accoglienza della riconversione all’estero

La riconversione in moschea è stata accolta con freddezza o persino da accuse esplicite dal mondo musulmano in rotta con Ankara, dall’Arabia Saudita agli Emirati all’Egitto.  

Erdogan difende una scelta che definisce “sovrana”, ma le critiche non si placano. In prima fila c’è sempre il mondo ortodosso, con il premier greco Kyriakos Mitsotakis che nel pieno delle tensioni militari con Ankara nell’Egeo ha cercato una sponda in una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin (Fonti: Ansa, Agenzia Vista/lexander Jakhnagiev)