Scala, prima contro paura: 11 minuti di applausi FOTO, VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Dicembre 2015 22:05 | Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre 2015 16:04

MILANO – Undici minuti di applausi e grande successo per la Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi con la direzione del maestro Riccardo Chailly e la regia di Moshe Leiser e Patrice Caurier, che ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala. Al termine dell’opera ovazione al coro ad Anna Netrebko e Francesco Meli, grida di bravi e Viva Verdi.

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dopo gli applausi ha lasciato quasi subito il teatro alla Scala che partecipare alla cena di gala prevista alla Società del Giardino e fare poi rientro a Roma. Prima di uscire dal Teatro alla Scala di Milano il presidente del Consiglio si è intrattenuto con Carla Fracci e con suo marito, il regista Beppe Menegatti. A proposito della Giovanna d’Arco, Renzi ha semplicemente detto di aver assistito ad una prima “bellissima”.

Con una Giovanna d’Arco “straordinaria”, “è stata superata la paura. Il sindaco di Milano non può che esserne orgoglioso”. Queste le parole del primo cittadino Giuliano Pisapia al termine della Prima. Pisapia ha sottolineato che Milano “risponde al terrore con la cultura”. E lo fa “con un’opera straordinaria, un grande Verdi”. Il sindaco ha anche notato che durante la rappresentazione è successo qualcosa di rarissimo, con il pubblico che ha applaudito in più punti l’opera.

“Un’opera bellissima, monumentale, molto attuale nei contenuti” ha detto invece il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. “Un’opera musicalmente eccezionale e con una scenografia semplice ed efficace”, ha aggiunto.

A Maroni è stato chiesto se si è sentito sicuro durante la Prima. Il governatore ha risposto: “Con Marangoni siamo in buone mani”. Ed effettivamente, dal punto di vista della sicurezza, i controlli intorno alla Scala erano iniziati già dalla mattina con la creazione di varchi di accesso all’area transennata in piazza della Scala. Per accedere al teatro, erano stati effettuati controlli con metal detector portatili.

Tra il teatro e la galleria Vittorio Emanuele II si sono dati il cambio per tutta la giornata centinaia di agenti e militari che sono passati dai dispositivi ‘leggeri’, alla vigilanza ‘pesante’ del pomeriggio. Tra loro c’erano anche agenti in assetto da ordine pubblico, artificieri, tiratori scelti, fra cui  molti elementi dotati di giubbotti antiproiettile e mitra, novità dovuta all’allarme anti terrorismo diffusosi dopo i tragici fatti di Parigi. La paura di attentati ha fatto alzare il livello di guardia con controlli rigidi ed anche con agenti in platea.

Ma il messaggio lanciato praticamente da tutti è stato che non ci si può chiudere nella paura. “Non dobbiamo sottovalutare niente, ma non ci faremo rinchiudere in casa – aveva detto il premier appena arrivato al teatro – Sarebbe la risposta più sbagliata a ciò che sta avvenendo”. E comunque “la Scala è la Scala e la Prima della Scala ha grande rilievo – aveva aggiunto – siamo orgogliosi di essere qui”. Anzi “era irrinunciabile esserci”.

D’accordo anche il presidente della Regione Roberto Maroni, il ministro Graziano Delrio (“non ci chiudiamo e combattiamo la paura con la cultura”). “Ha fatto bene Renzi a venire – aveva aggiunto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – anche questa sera arriva da Milano un segnale di fiducia”.

Inevitabile un pensiero agli attentati del 13 novembre in Francia, anche perché quest’anno in scena alla Scala è andata la ‘Giovanna d’Arco’, opera di Verdi sull’eroina cristiana che combatte per la Francia, e che a Milano mancava da 150 anni. Non un tributo voluto, dato che il titolo era deciso da tempo, ma “c’è comunque anche Dio che fa un po’ la regia” aveva commentato il sovrintendente Alexander Pereira.

Un pezzo di Francia in sala era comunque presente. Nel palco reale, con Renzi, i ministri, Maroni, Pisapia e il neoprefetto Alessandro Marangoni sedevano l’ambasciatrice di Francia Catherine Colonna e il console a Milano Olivier Brochet. Tra i vip principali c’era anche la cantante Patti Smith, reduce da due giorni a Parigi dove ha cantato con gli U2 (foto e video LaPresse).