Sea Watch, Salvini attacca M5s e Toninelli: “Nessuno doveva sbarcare, qualche ministro sapeva?” VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 20 maggio 2019 8:40 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2019 9:59
salvini ministro

Sea Watch, Salvini: “La nave non doveva sbarcare, qualche ministro sapeva?”

ROMA – Matteo Salvini realizza una diretta Facebook in cui si chiede se qualche ministro (ogni riferimento a M5s e a Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è puramente voluto) abbia autorizzato lo sbarco della Sea Watch. Ricordiamo che l’attracco della nave nei porti italiani dipende dal Mit di Toninelli, mentre lo sbarco sul suolo italiano dipende dal Viminale, guidato da Salvini.

Il leader della Lega si chiede: “Sarà arrestato l’equipaggio  che ha disubidito a tutte le leggi dello Stato? Vedremo. Posso avere dei dubbi? Suppongo di non starle simpaticissimo perché da lei è partito l’indagine di sequestero di persona (il riferimento è a  Patronaggio, il procuratore di Agrigento ndr)”.

Prosegue il vicepremier: “Qualche ministro collega di governo sapeva? Qualcuno ha autorizzato? Vedemo. Perché la Guardia Costiera dipende dal ministro Toninelli. Perché la Guardia di Finanza dipende dal ministero dell’Economia”. Salvini, con queste parole sembra voler accusare i colleghi di governo. Le parole del ministro dell’Interno dette in collegamento a Non è L’Arena su La7, avevano provocato la reazione di Toninelli che in una nota aveva detto: “Salvini, se ha qualcosa da dirmi, me la dica in faccia. Non parli a sproposito del sottoscritto in tv”.

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Salvini, parlando ancora dello sbarco della Sea Watch, aggiunge: “L’autorizzazione del ministero dell’Interno non c’è stata ne ci sarà mai. In Italia si arriva si arriva se si ha il permesso di arrivare. Sennò ripartono scafisti e morti. E come dice Papa Francesco il mar Mediterraneo diventa un cimitero. Io non voglio che il mare culla della nostra civiltà (…) diventii un cimitero. Chi riapre i porti si prende un’enorme responsabilità”.

 Fonte: Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev