Sergio De Gregorio a Servizio Pubblico: “Berlusconi pilotò sabotaggio Prodi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2013 9:28 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2013 9:34
Sergio De Gregorio a Servizio Pubblico: "Berlusconi pilotò sabotaggio Prodi"

Sergio De Gregorio a Servizio Pubblico: “Berlusconi pilotò sabotaggio Prodi”

ROMA – “Silvio Berlusconi pilotò personalmente la strategia di sabotaggio” per far cadere il governo Prodi. Sergio De Gregorio, intervistato a Servizio Pubblico ribadisce quanto già detto ai pm di Napoli in merito all’inchiesta sulla presunta compravendita dei senatori, ultima inchiesta che pende sul capo del Cavaliere.

Nella ricostruzione di quanto accadde nel 2008 l’ex senatore Idv sottolinea: “Ho dato dimostrazione ai pm di quanto raccontato. I tre milioni avuti li ho versati sui conti correnti delle mie società. Ho portato le prove dei versamenti. Non sono un visionario e non ho mai detto nulla che non sapessi con certezza”. All’intervistatore che gli ricorda che materialmente il denaro gli fu versato da Valter Lavitola, l’ex senatore spiega che Silvio Berlusconi “mi ha supportato e spinto perché attivassi quella strategia di sabotaggio”.

De Gregorio racconta di essere stato “comprato, usato e gettato via”. Dopo l’arresto di Valter Lavitola dice di essersi “preoccupato” e di averi riferito del suo timore al legale di Berlusconi, Niccolò Ghedini. Ma le sue preoccupazioni – prosegue – furono “sottovalutate” e alle sue richieste di sentire vicini i vertici del Pdl ottenne null’altro che silenzio.

“Chiesi a Berlusconi di incontrarlo e a dicembre mi arrivò una telefonata della sua segretaria – dice – in questi sei mesi di anticamera ho capito che avevano pensato di comprare, usando e gettando, un uomo che aveva fatto per loro tanti servizi”.

De Gregorio ha poi ribadito di aver “ricevuto dal coordinatore del Pdl, Denis Verdini, l’offerta di una candidatura” ma di aver rifiutato perché “ho deciso di uscire dalla politica”.

Poi torna su un suo presunto interessamento ad alcune rogatorie a Hong Kong e ribadisce la sua ricostruzione di come siano state bloccate le indagini su Berlusconi e su Frank Agrama, cioè le pressioni che egli stesso avrebbe esercitato sulle autorità di Hong Kong per fermare le inchieste della magistratura italiana sui fondi neri.

Infine un giudizio sul Cavaliere. “Dal parlamento italiano – dice – non sono usciti tutti gli impresentabili. Il primo degli impresentabili è il capo del partito”.