Supermercati Milano: lunghe code col carrello ma niente assalti VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Marzo 2020 20:34 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2020 20:34
Supermercati Milano: lunghe code col carrello ma niente assalti come a inizio emergenza VIDEO

Supermercati Milano: lunghe code col carrello ma niente assalti (Foto da video)

ROMA – Code ai supermercati di Milano: chi resta in città ha deciso di fare le scorte (e magari stare a casa nei prossimi giorni, lavoro permettendo). I supermercati hanno aperto alle 9 e si sono riempiti subito: non ci sono stati assalti ma lunghe code sì.

“C’è stata subito tanta gente, sarà una lunga giornata”, spiega un addetto alla sicurezza in un’Esselunga mentre blocca la gente all’ingresso facendola entrare a scaglioni. “Stiamo un po’ a distanza”, è la frase che si sente pronunciare tra le persone nelle corsie, mentre fuori i venditori di mimose rimangono con i loro banchetti pieni.

Non è un 8 marzo e non è una domenica qualsiasi, infatti, e i milanesi prendono le misure al nuovo decreto, iniziando a fare la spesa. Con le mascherine o coprendosi in qualche modo il viso, con un solo carrello ma riempiendolo per bene e, per ora, senza situazioni di particolare ressa. Alla fine per dipendenti e clienti è stata una lunga giornata.

Esselunga: “Nessun problema di magazzino”.

“Nessun problema di approvvigionamento, di logistica o di magazzino. Molta affluenza e dunque ingresso ‘controllato’ per permettere migliore fruibilità all’interno e poter utilizzare i gel disinfettanti e i guanti usa e getta”. Così da Esselunga fanno sapere come stanno gestendo i clienti che oggi sono andati a fare la spesa, senza più l’assalto della prima settimana di emergenza in Lombardia ma che comunque riempiono i carrelli.

Le consegne online invece sono ‘ingolfate’: c’è quasi una settimana d’attesa con la prima fascia libera solo venerdì notte, ma “era inevitabile con le consegne gratuite per gli over 65 in tutta Italia” fanno sapere dal gruppo, ricordando questa come una delle iniziative di sostegno, oltre alla donazione già fatta di 2,5 milioni agli ospedali e ai centri di ricerca.

Fonti: Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.