Tangenti Agenzia del Demanio: “Te lascio due mazzetti”. VIDEO del passaggio di soldi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 ottobre 2014 13:23 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2014 13:42
Tangenti Agenzia del Demanio: "Te lascio due mazzetti". VIDEO del passaggio di soldi

Tangenti Agenzia del Demanio: “Te lascio due mazzetti”. VIDEO del passaggio di soldi

ROMA – “Te lascio due mazzetti, so cinquantamila e cinquantamila, giusto?” La Guardia di Finanza ha filmato il passaggio di denaro nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che ha portato all’arresto di un dirigente del Lazio dell’Agenzia del Demanio. A Renzo Pini, 64 anni, è contestato il reato di abuso di ufficio. Oltre a Pini sono state arrestate altre 8 persone: tra loro Marcello Visca, ex componente del comitato di gestione dell’Agenzia del Demanio del Lazio, imprenditori e funzionari di banca.

Nel video si sente Visca dire: “In 44 anni non ho avuto un avviso di garanzia”. Il video, scrive l’Ansa, è stato girato con un tablet dall’imprenditore Daniele Pulcini durante la consegna del danaro per l’intermediazione svolta a vantaggio della “Flora Energy“. Quel video, girato per scherzo mentre avveniva la consegna di 120 mila euro a fronte dei 150 mila pattuiti, è stato sequestrato dai finanzieri del nucleo di polizia valutaria ed ora costituisce una delle più importanti fonti di prova.

Nel video si nota Visca che prende i soldi in un clima di ilarità e di goliardia. Poi avviene il pagamento degli altri 30 mila euro. Daniele Pulcini il 7 ottobre scorso è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per lesioni, ingiurie e minacce nei confronti della show-girl ed ex moglie Claudia Montanarini

Questo il dialogo dello scambio di denaro filmato in questo video:

Intermediario: “Dai che stai a contà? Che stai a fà? Quanti so questi?”

Imprenditore: “Te lascio due mazzetti, so cinquantamila e cinquantamila giusto?”. “Conta che poi non te torna, per cortesia”

Intermediario: “No, tanto io come me li dai li do”. “Ma tu lo sai che in 44 anni non c’ho avuto mai un avviso di garanzia?”

Imprenditore: “Gli altri te li do venerdì”

L’inchiesta della Procura di Roma riguarda l’assegnazione in concessione dello sfruttamento economico ed edilizio di una vasta area urbana di Roma, non lontana da piazzale Clodio, dove ha sede il Tribunale. I reati contestati, diversi da indagato a indagato, vanno dalla turbativa d’asta al falso, all’abuso di ufficio.

Gli altri arrestati sono gli imprenditori Giuseppe Aliberti ed Edoardo Zucchetti, e i dipendenti di banca Fausto Mecatti, Pasquina D’Onofrio e Giuseppe Avenia. Secondo l’accusa, il bando sarebbe stato “confezionato” su misura per favorire la “Flora Energy”, riconducibile ai quattro imprenditori. La fissazione di garanzie bancarie particolarmente rigide e tali da escludere dalla gara la quasi totalità dei 14 concorrenti, ad esempio, era stata superata dalla “Flora” con una fidejussione da 1,5 milioni di euro ottenuta in modo fittizio. Da qui il coinvolgimento dei tre dipendenti di banca che rispondono, insieme con gli imprenditori, di turbativa d’asta.

Attraverso l’intermediazione di Visca, previo via libera di Pini, la “Flora Energy” avrebbe inoltre ottenuto di rientrare in gara malgrado la presentazione della documentazione fuori dai termini previsti ed un’anomala durata della concessione, 19 anni contro i 6-10 anni di prassi. Pini è accusato dai pm Corrado Fasanelli e Maria Cristina Palaia di abuso d’ufficio, mentre per Visca è stato configurato il reato di traffico di influenza illecita. Quest’ultimo, previsto dall’articolo 346 bis del codice penale, è stato preso in esame per la prima volta dalla procura di Roma.

Introdotto nel 2012 dalla legge Severino sulla corruzione, punisce chiunque “sfruttando relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato di un pubblico servizio, indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale, come prezzo della propria mediazione illecita verso il pubblico ufficiale in relazione al compimento di un atto contrario ai doveri di ufficio”.

Scrive il Corriere della Sera che

Il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio del Lazio, 4 imprenditori, 3 dirigenti di Banca e un funzionario pubblico ora in pensione che fungeva da trait-d’union, tutti d’accordo per pilotare l’aggiudicazione in concessione dello sfruttamento di un’area urbana della Capitale, sita nelle vicinanze di piazzale Clodio: questo è lo scenario che emerge dalle indagini svolte degli uomini dalla Polizia Valutaria.

A fronte di una «mazzetta» di oltre 100milaseuro, Marcello Visca, già in servizio presso l’Agenzia del Territorio di Roma, ha influenzato la Direzione Regionale dell’Agenzia del Demanio affinchè confezionasse ad arte il bando per l’aggiudicazione della gara pubblica, avvantaggiando un’azienda appositamente costituita dalla cordata dei quattro imprenditori romani e determinando l’implicita esclusione degli altri offerenti.