Terremoto, il Papa in Emilia: “Ricostruire con la fede come nel dopoguerra”

Pubblicato il 26 Giugno 2012 15:19 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2012 15:19

ROVERETO DI NOVI (MODENA) – Benedetto XVI ha lodato il coraggio delle popolazioni dell’Emilia provate dal sisma esaltando nel discorso pronunciato a Rovereto di Novi davanti a migliaia di fedeli “la forza dei vostri cuori, che – ha detto – non hanno crepe, ma sono profondamente uniti nella fede e nella speranza”. “Gli italiani – ha scandito – vi stimano per la vostra umanita’ e socievolezza, per la laboriosita’ unita alla giovialita’”.

APPELLO ALLE ISTITUZIONI Alla fine del suo discorso, Benedetto XVI ha detto: “Da questo luogo vorrei lanciare un forte appello alle istituzioni”. Il Papa ha esortato poi “ogni cittadino a essere, pur nelle difficolta’ del momento, come il buon samaritano del Vangelo che non passa indifferente davanti a chi e’ nel bisogno ma con amore si china, soccorre, rimane accanto, facendosi carico fino in fondo delle necessita’ dell’altro”.

“La Chiesa – ha assicurato – vi e’ vicina e vi sara’ vicina con la sua preghiera e con l’aiuto concreto delle sue organizzazioni, in particolare della Caritas, che si impegnera’ anche nella ricostruzione del tessuto comunitario delle parrocchie”. “La situazione che state vivendo ha messo in luce un aspetto che vorrei fosse ben presente nel vostro cuore: non siete e non sarete soli!”

“In questi giorni, in mezzo a tanta distruzione e dolore, voi avete visto e sentito come tanta gente si e’ mossa per esprimervi vicinanza, solidarieta’, affetto; e questo attraverso tanti segni e aiuti concreti”. “La mia presenza in mezzo a voi – ha spiegato il Papa tedesco – vuole essere uno di questi segni di amore e di speranza. Guardando le vostre terre ho provato profonda commozione davanti a tante ferite, ma ho visto anche tante mani che le vogliono curare insieme a voi; ho visto che la vita ricomincia, vuole ricominciare con forza e coraggio, e questo e’ il segno piu’ bello e luminoso”.

“Come vi dicevo – ha poi ripreso dopo l’applauso della popolazione – ho sentito il bisogno di venire, seppure per un breve momento, in mezzo a voi. Anche quando sono stato a Milano, avrei voluto passare a visitarvi, e il mio pensiero andava spesso a voi. Sapevo infatti che, oltre a patire le conseguenze materiali, eravate messi alla prova nell’animo, per il protrarsi delle scosse, anche forti; come pure dalla perdita di alcuni edifici simbolici dei vostri paesi, e tra questi in modo particolare di tante chiese”. “In questi giorni – ha confidato ancora il Pontefice – ho incontrato, pregando il Salmo 46, questa espressione: ‘Dio e’ per noi rifugio e fortezza, non temiamo se trema la terra, se vacillano i monti’. Ho letto queste parole innumerevoli volte, eppure in certi momenti, come questo, esse colpiscono fortemente, perche’ toccano sul vivo, danno voce a un’esperienza che adesso voi state vivendo, e che tutti quelli che pregano condividono”.

“Cari fratelli e sorelle, queste parole – ha quindi concluso Benedetto XVI – sembrano in contrasto con la paura che inevitabilmente si prova dopo un’esperienza come quella che voi avete vissuto. Una reazione immediata, che puo’ imprimersi piu’ profondamente, se il fenomeno si prolunga. Ma, in realta’, il Salmo non si riferisce a questo tipo di paura, e la sicurezza che afferma non e’ quella di super-uomini che non sono toccati dai sentimenti normali”.
“Sulle macerie del dopoguerra, non solo materiali, l’Italia e’ stata ricostruita certamente grazie anche ad aiuti ricevuti, ma soprattutto grazie alla fede di tanta gente animata da spirito di vera solidarieta’, dalla volonta’ di dare un futuro alle famiglie, un futuro di liberta’ e di pace”. Lo ha detto il Papa a Rovereto di Novi. “Su questa roccia, con questa ferma speranza – ha assicurato Papa Ratzinger – si puo’ costruire, si puo’ ricostruire”.

COMMOSSO RICORDO PER SACRIFICIO DON IVAN MARTINI Benedetto XVI ha ricordato con commozione don Ivan Martini, il parroco di Rovereto di Novi, che ha perso la vita nel crollo della sua chiesa tentando di salvare la statua della Vergine. “Ho appena visto la chiesa”, ha detto il Papa non nascondendo la sua emozione. “Rendendo omaggio alla sua memoria, rivolgo – ha aggiunto – un particolare saluto a voi, cari sacerdoti, e a tutti i confratelli, che state dimostrando, come gia’ e’ avvenuto in altre ore difficili della storia di queste terre, il vostro amore generoso per il popolo di Dio”.