Thailandia. Petrolio in mare: avanza la marea nera, turisti in fuga (video)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Luglio 2013 18:15 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2013 18:15
Thailandia. Petrolio in mare: avanza la marea nera,

Thailandia, petrolio in mare (foto Ansa)

KOH SAMET (THAILANDIA) – La Thailandia si mobilita per difendersi dalla marea nera che minaccia paradisi turistici e risorse ittiche dopo la fuoriuscita di 50 mila litri di greggio da un oleodotto al largo della provincia di Rayong, nell’est del Paese.

Centinaia di militari e volontari lavorano senza sosta per ripulire le spiagge di Ao Phrao, sul versante occidentale dell’isola di Koh Samet, dai 5 mila litri di petrolio che l’hanno invasa. Ma il disastro avanza, e le immagini dall’alto mostrano un’enorme chiazza nera che incombe su un largo tratto di costa. E Greenpeace, secondo cui la quantità di petrolio finito in mare è molto maggiore dei 50 mila litri dichiarati dalla Compagnia nazionale Ptt Global Chemical, lancia l’allarme e avverte che una volta passata l’emergenza i danni maggiori saranno quelli causati ai coralli e alla catena alimentare dei pesci. L’organizzazione ecologista scende in campo dichiarando che “è ora di fermare la follia delle estrazioni petrolifere, in Thailandia come nell’Artico”, e la sezione italiana sottolinea che “le nostre coste sono assediate da decine di richieste per la ricerca di poche gocce di petrolio che all’Italia basterebbero per poche settimane. Ma un disastro, anche modesto, in poche ore causerebbe un danno” come avvenuto in Thailandia.

Greenpeace ha già scritto al ministro dell’Ambiente per informarlo delle minacce delle trivellazioni in arrivo, “ma non ha ottenuto alcuna risposta”. E mentre diventa chiaro che ripulire Koh Samet in tre giorni, obiettivo dichiarato della Ptt, è impossibile, sono già crollate le prenotazioni nei resort dell’isola, meta ogni anno di un milione di turisti per lo più cinesi e russi, ma anche di thailandesi, grazie alla sua vicinanza a Bangkok. Il petrolio è stato raccolto in migliaia di secchi e sacchetti, ma sabbia e scogliera rimangono nere. Dalla spiaggia colpita sono stati evacuati già i turisti che si trovavano in tre alberghi di fascia medio-alta. E anche se le spiagge del settore orientale non sono state coinvolte, moltissimi tra gli ospiti hanno deciso di tornare sulla terraferma.

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