Torre Veneri, in spiaggia i bambini giocano con i bossoli del poligono di tiro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2014 9:32 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2014 9:32
Torre Veneri, in spiaggia i bambini giocano con i bossoli del poligono di tiro

Torre Veneri, in spiaggia i bambini giocano con i bossoli del poligono di tiro

TORRE VENERI (LECCE) – A Torre Veneri, in Salento, c’è una spiaggia in cui i bambini giocano con i bossoli dei proiettili. Vengono sparati dal vicino poligono di tiro militare dove ogni giorno ci sono delle esercitazioni: si spara, in altre parole, proprio a pochi metri da uno stabilimento balneare.

Anche il fondale del mare è pieno di bossoli. Un cimitero di munizioni, spiega Amalia De Simone sul Corriere della Sera. Eppure questa sarebbe un’area protetta di interesse naturalistico, come ricorda Gabriele Molendini, di “Lecce bene comune”.

“Se si legge il regolamento del sito di importanza comunitaria si scopre che non si possono accendere fuocherelli, fare rumore per non infastidire l’avifauna, non si possono lasciare carte o residui o rifiuti. Però incredibilmente si può sparare con i carrarmati, si possono sparare colpi di mortaio o proiettili traccianti. Non si può fare un pic nic ma si possono lasciare i residui del bossolame delle esercitazioni dei militari”.

Gli spari si sentono in tutta la zona: fanno persino tremare i vetri delle finestre, a volte si crepano i muri, racconta una residente del luogo, Monica Calò:

 

“Ogni anno dobbiamo fare lavori di ristrutturazione perché i colpi sono così violenti che viene giù l’intonaco dalle pareti e i muri si crepano. Ma non è l’unico disagio: noi temiamo per la nostra salute perché il mare e le spiagge sono piene di bombe e non sappiamo che cosa rilasciano. Ingenuamente pensavo che dopo aver sparato raccogliessero colpi e ogive e ripulissero il mare ma non è così. Stanno distruggendo l’ecosistema di un posto meraviglioso”.

Che la concentrazione di piombo e rame nella zona superi i limiti di legge lo conferma anche il nucleo scientifico dell’esercito. Sulla vicenda è stata aperta un’indagine, ma il pubblico ministero, pur ammettendo che “non c’è dubbio che c’è stato un inquinamento e una gestione dei rifiuti contrai alle disposizioni di legge” ha chiesto l’archiviazione perché sarebbe stato troppo difficile identificare i responsabili ai vertici dell’esercito del poligono di Torre Veneri che si sono susseguiti nel tempo.

 

 

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