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YOUTUBE Val di Susa incendi: evacuate diverse case, bruciano decine di ettari di verde

BUSSOLENO – La Valle di Susa continua a bruciare. L’incendio divampato da domenica 22 ottobre a Bussoleno, dove le fiamme hanno raggiunto i 1.900 metri di quota bruciando un centinaio di ettari di vegetazione, si è allargato sino a Caprie e Rubiana. I vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento, hanno evacuato alcune case in via precauzionale. L’odore di bruciato si percepisce nell’aria fino alla vicina Torino. Nella zona sono stati impiegati due Canadair e alcuni elicotteri.

Le fiamme hanno bruciato decine di ettari di verde,  complice la siccità di un autunno mai così secco come da sessant’anni e i forti venti. “La situazione è molto critica perché il paese è stato invaso dal fumo, ma soprattutto il fronte del fuoco ha raggiunto due borgate con una cinquantina di abitanti “ ha spiegato Anna Maria Allasio, sindaca di Bussoleno.

In Piemonte, stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi. Oltre alla Val di Susa, i Vigili del fuoco, Regione Piemonte e Corpo Aib Piemonte, supportati dalla flotta aerea regionale e dello Stato, sono intervenuti nelle ultime ore anche nelle province di Biella e Cuneo. Biellese e nel Cuneese. Numerosi i Comuni interessati nelle ultime ore dalle fiamme: Bussoleno, Giaveno e Rubiana nel Torinese, dove i carabinieri hanno salvato una anziana donna dalle fiamme; Pietraporzio e Sambuco nel Cuneese. A causa del prolungato periodo di siccità, lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, ricorda la Regione Piemonte, è in vigore dal 10 ottobre.

A meno di cento metri dal bosco – ricorda la Regione Piemonte – sono vietate azioni che possono determinare, anche solo potenzialmente, l’innesco di incendi, come accendere fuochi, usare apparecchi a fiamma o elettrici, accendere fuochi d’artificio, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale e combustibile. Le violazioni sono punite anche penalmente (foto Ansa, su YouTube un video diffuso dai carabinieri).

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