Valentino Vago: “Avevo un tumore, mi diedero 15 giorni di vita. Ma è sparito”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 marzo 2015 16:58 | Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2015 16:59
Valentino Vago: "Avevo un tumore, mi diedero 15 giorni di vita. Ma è sparito"

Valentino Vago

MILANO – “Avevo un tumore al fegato inoperabile, mi hanno dato 15 giorni di vita, ma quando sono tornato in ospedale il tumore non c’era più. Non guarito, sparito”: Valentino Vago, pittore milanese, racconta la propria storia a Giuseppe Di Piazza del Corriere della Sera. E spiega:

Vago, uno dei più importanti pittori italiani del Novecento, era in Qatar ad affrescare una cattedrale, la più grande in un Paese arabo, con 2.500 posti a sedere. Tornato in Italia momentaneamente, ha scoperto di avere un tumore al fegato inoperabile. 

Ha deciso di sottoporsi ad una cura sperimentale, di fare “la cavia” con un farmaco “terribile” ha detto Vago al Corriere, “capace di distruggerti”. A quel punto è stato ricoverato per un po’ di tempo, poi è stato dimesso dall’ospedale e i medici gli hanno dato quindici giorni di vita. Lui è tornato a casa, “disteso sul letto ad aspettare la morte”. Ma non è riuscito a stare fermo a lungo.

Alla cattedrale in Qatar gli mancavano tremila metri quadri di soffitti da dipingere. Decide di andare, insieme alla compagna e al figlio, per terminare l’opera. Era il 2007. “Mi mettevano sull’elevatore, andavo su e dipingevo, poi mi mettevano giù, a letto, mi davano le medicine e via così”.

Finita l’opera torna a casa e va a farsi controllare al San Raffaele. Qui i medici vedono che il tumore non c’è più. “Non guarito, sparito”, spiega Vago. “E i medici mi hanno detto: non siamo stati noi”.