Viktor Orban ad Atreju attacca Conte: “In Italia governo separato dal popolo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Settembre 2019 20:56 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2019 20:56
Viktor Orban con Giorgia Meloni

Viktor Orban con Giorgia Meloni (Foto Ansa)

ROMA – “In Italia il governo si è separato dal popolo: la sinistra sta riprendendo il potere dappertutto, facendo entrare i migranti e aumentando le tasse”: il premier ungherese Viktor Orban, ospite d’onore alla festa di Atreju 2019, si è scagliato contro il governo Conte 2, scaldando la platea di Fratelli d’Italia. 

Parole dure che hanno provocato l’ira del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “Orban eviti inutili ingerenze. Non permetto a nessuno di giudicare o attaccare l’Italia, men che meno a chi fa il sovranista ma con i nostri confini. Orban non conosce il popolo italiano, parli quindi del suo popolo, se vuole, non del nostro”, ha tuonato Di Maio. Critico anche Filippo Sensi, del Pd: “Scongiuriamo l’Europa di Orban e Meloni”.

Ma il leader magiaro non ha bocciato solo la nuova maggioranza giallorossa. Nel suo infuocato intervento ha attaccato su tanti fronti a lui cari, dalla migrazione alla tolleranza religiosa, dalla libertà di stampa alla libertà di non volersi integrare con gli stranieri. Esordisce sfiorando una gaffe nei confronti della padrona di casa: “Giorgia Meloni in Ungheria sarebbe di centro, io sono molto più a destra di lei”.

Quindi, spiega tra gli applausi che il suo governo è pronto ad aiutare l’Italia nei rimpatri e nella difesa dei confini, ma mai a una redistribuzione dei migranti. Sempre su questo tema, attacca la sinistra accusandola di volere utilizzare chi arriva da noi per “importare votanti”, in modo che l’Europa abbandoni le sue radici cristiane e divenga una società “multiculturale”. “Non posso sopportare l’idea che i migranti sostituiscano i bimbi non nati”, aggiunge tra l’ovazione della platea, difendendo il diritto dei popoli di “non volere l’integrazione”, di mantenere le distanze da chi crede un altro Dio.

Infine la stoccata sulla libertà di stampa: “In Europa, se votassero solo i giornalisti, la sinistra vincerebbe 9 a uno. In Ungheria è diverso: i giornalisti non possono parlare del bla-bla europeo, non si possono dire cose ‘politically correct’, perché il giorno dopo la stampa cristiana li criticherebbe, direbbe che hanno detto fesserie. Qualcuno dirà che ho fatto un discorso fascista, ma – conclude – le cose stanno così”. (Fonte: Ansa)