Vittoria, cuginetti travolti dal suv. Chi è il conducente arrestato, la cronaca della tragedia VIDEO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 12 Luglio 2019 22:34 | Ultimo aggiornamento: 12 Luglio 2019 23:09
vittoria ragusa immagine tragdia

Un fermo immagine tratto da un video mostra la Jeep nera guidata da Rosario Greco che ha travolto i due cugini a Vittoria (Ansa)

VITTORIA (RAGUSA) – C’è l’alcol e c’è anche la droga nella serata brava dei quattro giovani che ha spezzato le vite di due cuginetti. Uno, Alessio D’Antonio, 11 anni e un volto rotondo incorniciato dal sorriso, è morto schiacciato da un Suv lanciato a grande velocità in una stradina del centro storico di Vittoria.

L’altro, Simone, 12 anni, è in gravi condizioni in ospedale: si salverà ma ha perso le gambe. Gliele ha tranciate la Jeep nera guidata da Rosario Greco, 37 anni con precedenti per armi e droga, figlio del “re” degli imballaggi del mercato di Vittoria.

jeep colpisce bambini a vittoria

Nel fermo immagine di un video, il momento in cui l’auto colpisce in pieno i due bambini (Ansa)

Guidava, secondo gli investigatori, con un tasso alcolemico quattro volte superiore a quello consentito. E per questo non ha saputo controllare l’auto, dopo un sorpasso azzardato, nel tratto in cui la via 4 aprile diventa uno stretto budello. La polizia lo ha arrestato per omicidio stradale aggravato dallo stato di ubriachezza.

Nel Suv non era solo. Con lui scorrazzavano altri tre amici: Angelo Ventura è figlio di Giombattista, pregiudicato di Vittoria, Alfredo Sortino, che ha qualche precedente e Rosario Fiore, l’unico con la fedina pulita.

Rosario Greco è figlio di Elio al quale il tribunale di Catania ha sequestrato a gennaio beni per circa 35 milioni di euro. Elio Greco, secondo i magistrati, è stato un affiliato del clan Dominante-Carbonaro e vicino alla famiglia mafiosa gelese dei Rinzivillo. Arrestato, nel dicembre 2017, nell’inchiesta ‘Ghost Trash’ sul presunto controllo della mafia nel settore degli imballaggi al mercato ortofrutticolo di Vittoria, a Pasqua è tornato di nuovo in carcere per tentato omicidio.

I due ragazzini sono stati investiti in pieno mentre erano seduti sul gradino dell’uscio di casa, in un quartiere in cui tutti si conoscono e sono legati da una trama di relazioni sociali. Qualcuno ha visto e ha descritto una scena impressionante documentata dalle immagini di un sistema di videosorveglianza. 

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Agenti di polizia accanto alla Jeep che ha falciato i due cuginetti (Ansa)

La tragedia sconvolge due famiglie molto legate e una comunità scolastica che ha cresciuto i due cuginetti e li ha educati come quella dell’Istituto comprensivo ‘Portella della Ginestra’. E fa piombare nel buio una città di 60 mila abitanti, florida sul piano economico ma piena di contraddizioni: il Comune è stato sciolto per mafia proprio un anno fa, la città è cresciuta a dismisura, con aree un po’ borderline. Dopo aver travolto i due ragazzini i quattro occupanti del Suv sono scappati a piedi.

“Avevamo paura di essere linciati”, hanno detto ai carabinieri dove si sono presentati poco dopo l’incidente. Rosario Greco è stato prelevato a casa dagli agenti della polizia e dopo l’interrogatorio, dove ha ammesso le sue responsabilità e anche di aver bevuto e sniffato cocaina, è stato trasferito in carcere. Gli altri tre sono stati denunciati a piede libero per omesso soccorso stradale e favoreggiamento.

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Agenti sul luogo della tragedia (Ansa)

La mamma di Alessio e quel particolare agghiacciante: “Cercavo un telefono, l’ho strappato dalle mani dell’assassino di mio figlio”

Non riescono neanche a piangere i genitori di Alessio. Sembrano due automi, inconsapevoli quasi della tragedia che li ha colpiti. La madre di Alessio rivela un particolare agghiacciante: “Dopo l’incidente, vedendo mio figlio steso sul marciapiede, cercavo un telefonino per chiamare il 118. L’ho strappato dalle mani di un uomo che non conoscevo. Era l’assassino di mio figlio, ma io non lo sapevo”.

Fonte: Ansa. Agenzia Vista di Alexander Jakhnagiev rilancia un video di LaPrima Tv in cui viene ricostruita la tragedia.