YOUTUBE Censimento Rom, Giorgia Meloni: “Se sei nomade, devi nomadare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 giugno 2018 10:40 | Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2018 10:40
censimento rom meloni

Censimento Rom, Giorgia Meloni: “Se sei nomade, devi nomadare”

ROMA – “Il censimento dei rom va bene, è chiaramente un primo passo. E’ un problema ampio che necessita di soluzioni decise. La proposta di Fratelli d’Italia è sempre la stessa [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]: bene censirli per capire di cosa stiamo parlando dopodiché se sei nomade devi nomadare, nel senso che non puoi essere stanziale”. Queste le parole di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia a Napoli dove si è recata nel quartiere del Vasto, area afflitta da degrado e immigrazione fuori controllo, dove ha portato la sua solidarietà al farmacista aggredito qualche giorno fa da un extracomunitario.

“Se sei nomade devi nomadare” è una frase usata da Giorgia Meloni già in passato. Nomadare: tecnicamente questo termine può essere definito come un emologismo. Vediamo nello specifico che cos’è un emologismo. Secondo il linguista Giuseppe Antonelli, autore di “Volgare eloquenza”, un emologismo è, nei discorsi dei politici:

“Parola d’ordine, frase ad effetto che mira esclusivamente a veicolare forza emotiva ritualizzata, come fanno, in altri contesti, emoticon ed emoji. La narrazione come ricerca del coinvolgimento emotivo è diventata in questi anni l’elemento centrale della lingua dei politici […] Così, a dominare il discorso politico sono oggi più che mai gli “emologismi”: parole, frasi, formule che funzionano come emoticon o emoji”.

Lo scrittore e giornalista Alessandro Zaccuri, invece, qualche tempo fa scrisse su Avvenire, a proposito del trionfo dell’emologismo:

“Il risultato è quello che conosciamo e del quale abbiamo riscontro in ogni momento: trionfo degli “emologismi” (le parole-chiave, impiegate come un emoticon in una conversazione su WhatsApp), brusca rottura con le tradizioni preesistenti (una volta bastava una riga per distinguere le argomentazioni di un democristiano da quelle di un comunista), prevalenza della velocità sull’approfondimento e via elencando”.

Gli emologismi, in poche parole, giocano su parole simbolo, piegando il discorso ad uso e consumo di chi decide di usarle, finendo per creare in alcuni casi dei veri e proprio neologismi. Si tratta di termini elementari, refrattari al ragionamento, “che al logos preferiscono i loghi”  e il pensiero infantile, come sostiene nel suo libro sempre Giuseppe Antonelli.

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.