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YOUTUBE Giordania, attentato terroristi ripreso in video amatoriale

YOUTUBE Giordania, attentato terroristi ripreso in video amatoriale

Giordania, attentato terroristi ripreso in video amatoriale

KARAK – Il video amatoriale dell’attacco dei terroristi nel castello di Karak, in Giordania, sta facendo il giro del web. In totale ci sono stati 10 morti, tra cui una turista canadese. Il commando, dopo avere fatto fuoco contro una pattuglia della polizia, si è asserragliato nel castello medievale della città con una quindicina di ostaggi, che poi sono stati liberati dalle forze speciali. L’azione, in cui almeno altre nove persone sono rimaste ferite, finora non è stata rivendicata.

La Giordania fa parte della coalizione internazionale anti-Isis che opera in Siria ed Iraq. Tutto è cominciato quando un commando ha iniziato a sparare su alcuni agenti che pattugliavano la città di Karak, anche se in precedenza due poliziotti erano rimasti feriti da uno sconosciuto poi fuggito in auto nella vicina cittadina di Qatrana, sempre nel distretto di Karak. Uomini armati, non è chiaro se dello stesso commando, hanno quindi cominciato a sparare contro una stazione di polizia presso il castello “ferendo numerosi agenti e passanti”, ha reso noto la sicurezza giordana in un comunicato parlando di “cinque o sei banditi”.

Il gruppo si è poi rifugiato nel castello con almeno 14 ostaggi, probabilmente turisti, secondo i media locali. L’assedio al castello, che sorge su una collina, è durato diverse ore e secondo Al Arabiya nell’operazione di polizia alcuni terroristi sono stati uccisi. La Giordania, come è noto, ha eseguito raid aerei contro l’Isis ed ospita sul proprio territorio anche truppe della coalizione. Moaz al-Kassasbeh, un pilota di aerei da caccia giordano, venne catturato dall’Isis quando il suo aereo precipitò in Siria nel dicembre del 2014, ricorda la stampa internazionale, sottolineando che Karak è la città natale di Kassasbeh. Ed è del giugno scorso un attacco suicida rivendicato dall’Isis vicino al confine con la Siria in cui persero la vita sette guardie di frontiera giordane.

E’ probabile, quindi, che anche l’attacco odierno sia stato eseguito da combattenti del sedicente Stato islamico, che sempre oggi hanno insanguinato di nuovo la città portuale di Aden, nel sud dello Yemen, dopo l’attentato alla base di Solban di appena otto giorni fa, in cui morirono 50 soldati. Anche stavolta è stato preso di mira l’esercito, nella stessa base a nordest della città e con la stessa modalità: un attentatore suicida si è fatto esplodere tra un gruppo di militari che si era riunito in attesa di ricevere lo stipendio. Nell’attentato, rivendicato dall’Isis, sono morti 52 soldati e altri 63 sono rimasti feriti. Proprio come lo scorso 10 dicembre, quando i militari erano in coda nella base di Solban per ritirare lo stipendio, oggi l’attentatore si è mescolato tra i soldati che si trovavano ai cancelli della struttura nel distretto di Khor Maksar ed ha azionato gli esplosivi. Per loro non c’è stato scampo.

“Il kamikaze si è infiltrato tra i soldati che aspettavano in fila e si è fatto saltare”, ha riferito al Wp Mansour Saleh, un giornalista locale. “Non è la prima volta che questa base viene attaccata”, ha aggiunto. Si tratta dell’ultimo di una serie di attacchi alle forze della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, e spalleggiata dagli americani, per riportare il governo yemenita in esilio al potere. Diversi attentati simili contro le forze yemenite sono stati compiuti e rivendicati in passato dall’Isis a Aden, dove ha sede il governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, vicino all’Arabia Saudita.

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